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I MOSAICI della VILLA DEL CASALE
simbologia della cultura pre-cristiana -
ipotesi sul proprietario o committente
a cura di Umberto DIGRAZIA
responsabile Archivio storico comunale di AIDONE
Piazza Umberto I° -Palazzo Comunale tel.0935-600502
Dalla mia ricerca storica effettuata sulla Villa Casale di PIAZZA ARMERINA ho
ipotizzato che il committente o meglio il proprietario di una così bella costruzione da definirsi "Imperiale" per la sua bellezza architettonica ed artistica ,era il Prefetto urbano dell'anno 359 d.c.(COSTANZO II) :MEMMIUS VITRASIUS ORFITUS, appartenente alla famiglia dei CORNELI che aveva tra i suoi avi illustri niente poco di meno che il famoso PUBLIO CORNELIUS SCIPIO (ndr. il vincitore a ZAMA del grande ANNIBALE .
La prima Villa rustica realizzata intorno ai primi anni dell'Impero romano dall'avo di ORFITUS un certo CORNELIUS MANSUETUS un Procuratore dell'Imperatore TIBERIO è un'ipotesi avvalorata dal fatto che il grande latifondo imperiale faceva parte di una vasta area che si dipartiva dalla prima Statio Capitoniana sino alla seconda denominata FILOSOFIANA , questa grande area era stata in pratica una concessione da parte di OTTAVIANO AUGUSTO nell’anno 35 a.c. alla famiglia dei Cornelii .
C’è da rilevare attraverso lo storico DIODORO SICULO che la Polis di MORGANTINA aveva dato ospitalità ai numerosi schiavi ed ai proscritti dei secondi Triumviri di ROMA (OTTAVIANO - MARCANTONIO- LEPIDO) che si erano rifugiati in Sicilia sotto la protezione di SESTO POMPEO.
A tal proposito ho una mia ipotesi supportata da reperti storico-archeologici : una lapide tradotta dall’esimio storico della Sicilia romana prof. Giacomo MANGANARO .
A MORGANTINA c'era un legato del figlio di POMPEO MAGNO, ch'era parente dei Cornelii e dei Marcelli, e il suo nome ritrovato nella lapide ci dà l’indicazione esatta della famiglia di appartenenza :
CORNELIUS ALBINIANUS POMPEIUS MARCELLUS
PATRONO SUO OPTIMO BENE MERENTI".
Dunque questo CORNELIUS ALBINIANUS ect. era senz'altro il possidente del vasto territorio delle Korà di MORGANTINA ed IBLA (Monte Navone?) perchè OTTAVIANO consigliato dall’amico il saggio generale MARCO VIPSANIO AGRIPPA cercò di graziare tutti i pompeiani ch'erano passati dalla sua parte.
In tal modo si spiega il matrimonio di una sorella di SESTO POMPEO,possidente di tanti campi nel territorio di LEONTINI,con lo stesso MARCO V. AGRIPPA.
D'altro canto al tempo dell'Imperatore CLAUDIO(41-54 d.c.) abbiamo un Senatore CORNELIUS MARCELLUS che venne nominato Pro-pretore della Sicilia, egli era anche chiamato SENECIO MEMMIUS CORNELIUS (ndr. da un'iscrizione ritrovata a TIVOLI).
Nel periodo successivo al tempo di NERONE(54-68 d.c.) ritroviamo nuovamente un congiunto della famiglia dei Cornelii questa volta col nome di CORNELIUS MEMMIUS ORFITUS.
Quest'ultimo pre-nomen ORFITUS sarà stato acquisito per la carica di PONTIFEX SOLIS che l'Imperatore NERONE diede nel momento della realizzazione del famoso COLOSSO ( APOLLO=HELIOS)vicino al grande lago,ove alcuni anni dopo(80-82 d.c.) doveva edificarsi lo splendido anfiteatro Flavio chiamato appunto COLOSSEO.
Una ulteriore conferma che la famiglia dei Cornelii possedeva questa parte di territorio fertile della Sicilia ci viene data da una iscrizione del II-III secolo d.c. che si trova nel Museo Capitolino di ROMA, di un certo SCIPIONE ORFITO che possedeva un HORTUS INCLUSUS nell'isola vicino alla città di HYBLA.
Non posso certamente dimenticare che l'HYBLA (poi denominata nel periodo arabo IBLATASH )di cui si parla è quella vicina a MORGANTINA(Sella
Orlando),ERBESSO(Montagna di Marzo) MAGELLA(Pietrarossa?)ed ERGEZIO(Rossomanno).
Queste Polis sicule-ellenizzate protagoniste della seconda ribellione contro i romani avvenuta nell’anno 211 a.c. dopo la distruzione di SIRACUSA l’anno prima operata dal Console CLAUDIO MARCELLO.
Ebbene tutte queste Polis furono quasi tutte distrutte dal Console MARCO CORNELIO CETHEGO
( un parente sia del famoso CORNELIUS SCIPIONE che del Console C.MARCELLO).
Inoltre il dato storico inconfutabile, ci viene dato da una scritta epigrafica riferita al TEMPLUM che sorgeva in questo Hortus inclusus molto probabilmente vicino alla Villa rustica :
DIVAE AUGUSTAE POPPAEA NERONI CLAUDIO CESARI AUGUSTO GERMANICO
P.M. QUI DEDICATIONE EPULUM SING.DECURIONIBUS".
Questa mia premessa storica inquadrata nei primi secoli d.c. è necessaria in quanto al di là dei ritrovamenti monetari nei periodi successivi al Regno di NERONE sino ai Denari di COSTANZO II (ritrovati dal Prof. Ernesto DE MIRO negli scavi della campagna 1983 )dagli stessi Mosaici è possibile comprendere le idee e la cultura di questo raffinato proprietario nonchè da una iscrizione ritrovata a SCIACCA :
PRO BEATITUDINE TEMPORUM DOMINORUM NOSTRORUM COSTANTI ET COSTANTIS AUGUSTORUM STATIONEM A SOLO FECERUNT VITRASIUS ORFITUS ET FLAVIUS DULCITUS VIRI CLARISSIMI CONSULARES PROVICNIA SICILIAE ISTANTE FLAVIUS VALERIANO DUCENARIO AGENTE IN REBUS ET PRAEPOSITO CURSUS PUBBLICI".
Chi era MEMMIUS VITRASIUS ORFITUS ? era il Consulares che aveva passato gran parte della sua vita nelle Province africane della Mauretania, Numidia, Bizacena e soprattutto in Egitto ad ALESSANDRIA,ove è stato particolarmente influenzato dalla cultura greca permeata dall'antica religione degli Egizi.
Attraverso i mosaici realizzati da valenti artigiani africani in un periodo di circa vent'anni (329-349 d.c. con un possibile scarto di cinque anni, possiamo capire come la cultura greco-siceliota era nettamente predominante su quella tipicamente romana-italiota.
Pertanto mi soffermerò sui mosaici senza seguire uno schema logico di appartenenza alle stanze perchè è importante capire la loro simbologia tipicamente pagana.
Prima del grande cambiamento radicale nell’arte dei mosaici con la promulgazione dell’Editto da parte di COSTANTINO che istituì la Religione cristiana come religione di Stato, anche se c’è da rilevare che nel breve periodo dell’Imperatore GIULIANO l’Apostata si riprese il culto agli Dei e miti pagani ma in quel periodo la Villa romana si rovinò a causa di un terremoto.
SIMBOLOGIA E SIGNIFICATO DEI MOSAICI
CORRIDOIO dedicato alla grande caccia:
a) Mosaico dei due personaggi col bastone e copricapo pannonico
Sono forse raffigurati VITRASIUS ORFITUS e FLAVIUS DULCITUS ?
i bastoni che tengono per mano sono tipicamente di persone di comando che seguono le operazioni di carico di animali sulle navi.
La presenza di un elefante,con la testa in cui si leggono le lettere M e A può significamene indicarci che gli animali erano destinati al Circo massimo di ROMA per deliziare la corte imperiale di uno spettacolo.
La lettera M è la Provincia MAURETANIA? mentre la A indica l'AFRICAE ? può indicarci la città di ALESSANDRIA d'Egitto o meglio il porto in cui venivano effettuate le operazioni d'imbarco.
b) Mosaico del personaggio con il bastone in cui s'appoggia e dei due funzionari
Per molti studiosi questo personaggio è un'enigma, ma si può senz'altro escludere che si tratta dell'Imperatore MASSIMIANO in quanto sebbene indossi il copricapo pannonico il bastone è identico a quello dei due personaggi.
Per cui è verosimile che VITRASIUS ORFITUS abbia voluto farsi raffigurare
da solo con due componenti della sua famiglia per ricordare la sua carriera di
CONSULARES in Africa e nell'Oriente.
Uno dei due personaggi alle spalle porta il simbolo dell'edera, legato in qualche
modo alla Legione romana erculia( già impegnata a PALMIRA durante l'Impero di
AURELIANO quando questo Imperatore sconfisse la ribelle ZENOBIA).
C) Mosaico dei due soldati con grandi scudi rotondi
Un particolare significativo è la Croce uncinata sulla veste di uno dei due ed il cinghiale raffigurato sullo scudo.
La croce uncinata è un'antico simbolo orientale che venne raffigurato in molte monete coniate dalle città greche dell'Asia Minore.
Ma l'origine di questa croce è da ascriversi all'India e rappresentava il Dio indù del SOLE ovvero il SURYA.
Pertanto possiamo ipotizzare che questo simbolo venne adottato dai
persiani per divinizzare il loro ZOROASTRO che poi sarebbe il SOLE associato al FUOCO.
VITRASIUS ORFITUS nei suoi viaggi e soggiorni in Oriente, non poteva non ricordare
questo simbolo alle sue maestranze,durante l'esecuzione dei lavori per i mosaici.
d) mosaico del leone che sbrana il cervo(antilope?)
In questa raffigurazione c'è un tema dominante che il committente non poteva esimersi dal conoscere.
Una moneta di bronzo il DILITRON di MORGANTINA coniato, al tempo di
DIONE( 358-354 a.c.) c'è raffigurato il Leone che sbrana il cervo.
e) mosaico della Tigre che s'avventa sulla palla di vetro
La Tigre era sicuramente un animale proveniente dall'estremo Oriente e VITRASIUS ORFITUS ha voluto ricordare la cattura con lo stratagemma utilizzato.
Dobbiamo ritenere quindi che il nostro proprietario della Villa arrivò sino all'India perché solamente in quella regione era possibile anche catturare il GRIFONE con la gabbia.
Da notare anche che l'altro mosaico con una grossa tigre aggiogata e condotta da due servi ci può dare l'idea che solamente un Consulares di molta esperienza poteva ordinare alle maestranze di sistemare le tessere in quel modo.
f) mosaico con la raffigurazione della Dea AFRICA dell'Egitto con la zanna in mano
Questa esedra che chiude il ciclo del corridoio della grande caccia a mio avviso è
la chiave di lettura per sostenere l'ipotesi che il proprietario della Villa aveva dato
spazio anche alle idee degli artisti mosaicisti africani( alcuni dei quali sicuramente
di ALESSANDRIA d'Egitto).
Pertanto occorre precisare che l'Elefante e la tigre sono simboli per rappresentare
le province africane e quelle orientali,ricche di tali animali e di avorio.
La splendida donna è la bellissima NEFERTARI ? conosciuta come immagine
dagli artisti oppure la Dea MAAT personificata dalla bellezza di una modella egiziana?
C’è la raffigurazione dell'Araba fenice,il mitico uccello venerato a HELIOPOLIS in
Egitto che appariva ogni 500 anni.
Ma sappiamo che il mito dell'Araba fenice veniva celebrato dai TOLOMEI in onore del Dio APOLLO=HELIOS, ma per gli egiziani era il Dio HORUS, figlio di
ISIDE ed OSIRIDE.
Qui nei mosaici l'Araba fenice è di contorno alla figlia di RA cioè la Dea MAAT
la dea della Giustizia e della Verità.
Il RE TOLOMEO IV Filopatore fece edificare un suo tempio sulle rovine dell'antico tempio di HATHOR sulla Valle dei RE a Deir el Medina.
La dea MAAT era quella che dava legittimità al potere del Faraone in Egitto
ed era la stessa rappresentazione dell'Ordine cosmico.
Nella tomba di NEFERTARI la Dea MAAT è stata raffigurata con l'immagine
di una bellissima donna con le ali dispiegate.
In considerazione di ciò la mia personale ipotesi è l'artista o gli artisti egiziani che hanno realizzato questo mosaico della dea MAAT facevano parte dei cosidetti
"servi della sede della Verità" una scuola di ALESSANDRIA d’Egitto di mosaicisti formatasi nel III° sec.a.c. che utilizzava il simbolo dell’ANK,per come è stato evidenziato dai mosaici nella Casa di GANIMEDE a MORGANTINA.
PALESTRAE:
g) mosaico dell'Obelisco nel CIRCO MASSIMO
Posso confessare che l'obelisco con il Dio RA e il disco solare sulle spalle
è la chiave che mi ha permesso di capire l'identità dell'artista o degli artisti che si
sono impegnati in questa pavimentazione della Palestrae.
Allo stesso tempo scoprire i volti dei due personaggi:uno con il Tubicen e l'altro
con la palma in mano: MEMMIUS VITRASIUS ORFITUS e FLAVIUS DULCITUS.
Innanzi tutto occorre precisare che l'Obelisco è quello di COSTANZO II
in base alla testimonianza di AMMIANO MARCELLINO(XVII,4,1):
ADMINISTRANTE SECUNDAM ADHUC ORFITO PRAEFECTURAM ROMAE IN CIRCO ERECTUS EST MAXIMO".
L'anno della prefettura di VITRASIUS ORFITUS era il 359 d.c.,quando
l'Imperatore COSTANZO II si recò a ROMA.
Sappiamo attraverso AMMIANO che l’Imperatore COSTANZO II aveva fatto trasportare l'Obelisco da ALESSANDRIA d'Egitto sino al porto di ROMA(OSTIA).
Poi attraverso il Tevere, successivamente venne collocato sulla spina del Circo Massimo.
Il Prefetto urbano che si curò di questi lavori era proprio lui: VITRASIUS ORFITUS
nominato anche PONTIFEX SOLIS.
Questo titolo di PONTIFEX SOLIS veniva dato sin dal tempo di
OTTAVIANO AUGUSTO quando conquistò l'Egitto e prese il vezzo di appropriarsi
gli Obelischi degli antichi Faraoni per glorificare il suo Impero.
Nel Circo Massimo c'era sicuramente l’ Obelisco di AUGUSTO , ma preciso che
quello raffigurato nella Palestrae è quello di COSTANZO II.
(ndr. allo stato attuale si trova a ROMA in Piazza S. GIOVANNI LATERANO
Questo obelisco è stato descritto da Michele MERCATI in una sua opera del 1589 " Degli Obelischi di ROMA".
Questo MERCATI un medico naturalista suggerì al PAPA SISTO V di far
disseppellire i due Obelischi sotterrati al Circo Massimo di ROMA , per poi farli collocare quello di AUGUSTO in Piazza del Popolo e l'altro di COSTANZO II in S. GIOVANNI, vicino al Palazzo dei PAPI, in virtù che quest'ultimo era con una base piu' larga dicirca 16 palmi.
Dall'esamina di questo Obelisco(fatta anche attraverso i mosaici della Villa ) della Piazza S. GIOVANNI e di un frammento che si trova nel Museo Archeologico di Napoli proveniente da KARNAK possiamo desumere che si tratta del grande Obelisco del Faraone THUTMOSI III completato dal nipote THUTMOSI IV ed infine
rimaneggiato dal grande RAMESSE II.
Quindi l'artista egiziano(artisti?) ha voluto raffigurare in questo mosaico l'Obelisco
a gloria e vanto di VITRASIUS ORFITUS il Pontifex Solis che in qualche modo
rendeva culto alla divinizzazione del DIO RA,in onore dell’Imperatore COSTANZO II°.
Preciso che il Dio RA era già idolatrato al tempo del Faraone
RAMESSE II(1279-1213 a.c.) e che questo Faraone aveva assunto il nome di USER- MAAT - RA- SETEPENRA (traduzione = è forte di Giustizia,l’ Eletto di RA).
Nel museo Egizio di Firenze c'è una testa di questo Faraone con il disco solare,
similmente alla figura che c'è alla base del nostro Obelisco.
(l'Imperatore COSTANZO II diviene il nuovo Eletto di RA?).
h) Mosaici dei Templi di GIOVE,ROMA,ERCOLE e il Dio HELIOS?
Questi Templi nella ROMA degli anni di COSTANTE e COSTANZO II
(340-363 d.c.) erano ancora parecchi frequentati dalla popolazione nonostante che l'Imperatore obbligava i Sacerdoti che officiavano negli altari al pagamento di una tassa che veniva incamerata all'Erario e poi suddivisa in parte all'Urbe per le spese ed in parte allo stesso Imperatore per mantenere l'esercito.
Un particolare importante ci viene fornito dai sei cavalli con la raffigurazione
dell'Imperatore con una lancia in mano,per come è stato evidenziato in un medaglione
aureo di COSTANZO II,ritrovato nella Villa negli 1880 durante i primi scavi.
Solamente un Prefetto urbano come VITRASIUS ORFITUS poteva commissionare
un mosaico in cui veniva idealizzata la figura dell'Imperatore sopra il tetto del tempio
dedicato al Dio HELIOS=APOLLO e con il timpano in cui l'antico simbolo di RA,
Nella tomba di NEFERTARI il Dio RA è raffigurato con la testa di un falco e il
disco solare tiene in mano l'antico simbolo e non possiamo non ricordare che
RA era la deificazione del sole visibile nel cielo e l'obelisco era il simbolo di culto).
Quindi questo tempio era sicuramente dedicato al Dio HELIOS ed il personaggio
raffigurato a destra era forse lo stesso Pontifex Solis?.
Al centro c'è il tempio della Dea ROMA,seduta con il pastorale e nel timpano vi è
mosaicata l'edera perchè veniva associata alla saggezza,mentre con due templi di GIOVE e di ERCOLE si ritorna all'antico simbolo della vita.
i) mosaico del vestibolo trapezoidale con la Domina della villa
L'immagine di una matrona romana con l'acconciatura tipicamente "imperiale" secondo una moda istituita da DOMIZIA moglie di DOMIZIANO con ai lati i due giovani (VITRASIUS ORFITUS e FLAVIUS DULCITUS) può solamente farci pensare
che i committenti hanno voluto ricordare la loro madre.
Da notare che la collana di questa Domina è tipicamente egiziana per cui è possibile che gli artisti oltre le due ancelle che portano una cesta e la cassetta hanno voluto rimarcare il legame con l'Egitto.
l) mosaico della sale delle unzioni
Oltre i nomi tipicamente di liberti come TITE e CASSI(TITO e CASSIO) occorre
precisare che il Pileus che porta CASSI è legato allo stesso copricapo il sacerdote di HERMES
Trimegisto nel periodo dei TOLOMEI indossavano.
m) mosaico del vestibolo del SALVE!!!
Mi ha incuriosito particolarmente il personaggio con la barba ed una corona d'alloro
che tiene in mano un candelabro bronzeo.
Questo sconosciuto è forse lo HIEROFANTE preposto ai Misteri Eleusini dei riti
di DEMETRA e PERSEFONE,tanto conosciuti nel periodo classico greco nella
vicina MORGANTINA?
Il fatto che il giovane tiene in mano un ramo d'alloro(DAFNE) ed altri hanno
in mano un dittico con il capo cinto di ramoscelli può confermare questa mia
ipotesi perchè la grandiosa Villa viene presentata come un luogo dove è possibile
entrare in intimo contatto con gli Dei .
Il padrone MEMMIUS VITRASIUS ORFITUS è il maestro di questi riti"orfici" ?
n) Sala degli eroti pescatori con la VILLA sul mare
Gli amorini che pescano con le due navi non fanno che rappresentare l'altra attività
di VITRASIUS ORFITUS ovvero quella di foraggiare ROMA con la ricca pesca
del Mediterraneo.
La Villa sul mare potrebbe essere il grande Magazzino o meglio l’ HORREA di
ALESSANDRIA d'Egitto oppure di CARTAGINE.
O) la Sala del mosaico di EROS e PAN
Questo splendido mosaico rappresenta emblematicamente il mondo romano del IV secolo che cambia.
Vi è una lotta ideologica tra l'antico passato fatto di Dei e miti(in questo caso PAN) e il nascente Cristianesimo adottato da COSTANTINO in cui EROS ha un ruolo
importante ( rappresenta il Re-bambino acclamato da VIRGILIO.
Questo EROS alato è coadiuvato in questa singolar tenzone da due giovani e
da tre donne completamente vestite.
Dall'altra parte c'è il Dio PAN con un Satiro con il Pendum(bastone ricurvo) in mano e le Menadi con i Tirsi in mano, sono aizzati da un Giudice nella persona di
VITRASIUS ORFITUS con la corona d'alloro ?
Da un lato abbiamo la libidine rappresentata da PAN con i suoi mentre
dall'altro lato abbiamo l'innocenza ed il pudore di questo giovane EROS che
lotta per affermare il castigato amore.
P) Sala del mosaico di ULISSE e POLIFEMO
In seguito al restauro della famosa DOMUS AUREA dell'Imperatore NERONE
( la rivista ARCHEO n.9(175)del Settembre 1999 ) si è rilevato che nella sala n.45
ovvero nel Ninfeo di ULISSE e POLIFEMO il mosaico è stato realizzato
utilizzando lo stesso soggetto cioè l'atto di porgere la grande coppa di vino.
Pertanto appare verosimile che nella nostra Villa CASALE il committente o proprietario ha voluto riproporre un episodio dell'ODISSEA di OMERO,ben noto alla cultura romana.
Solamente un esteta come il nostro MEMMIUS VITRASIUS ORFITUS era chiaramente l'erede del proprietario della vecchia villa rustica CORNELIUS MEMMIUS ORFITUS risalente al tempo dell'Impero di NERONE(CLAUDIO CESARE AUGUSTO GERMANICO) con la moglie la Divina POPPEA poteva riproporre la stessa scena.
Un particolare molto importante in questo mosaico è il terzo occhio di POLIFEMO ci viene in aiuto la storia della Sicilia antica o meglio degli antichi suoi abitanti
i cosidetti LESTRIGONI ovvero i Sicani del XX sec.a.c. ch'erano dediti al cannibalismo e dalle notizie avute dai Greci che s'avventurano per la prima volta verso l'Occidente OMERO non poteva che presentarli come CICLOPI uomini grossi ed alti.
Il terzo occhio era dipinto sulla fronte per simboleggiare la divinità del SOLE che adoravanoquesti Lestrigoni ?
D'altronde non erano forse gli abitanti della terra del SOLE(TRINACRIA) !!!!
OMERO nella sua opera non ha mai fatto cenno all'unico occhio ma all'accecamento del Ciclope da parte dell'astuto ODISSEO(ULISSE) per mostrare l'astuzia e l'esperienza di un eroe che aveva combattuto una grande guerra e che nel viaggio di ritorno sfidava gli stessi Dei.
Chissà se al tempo dei Romani nella stessa Sicilia vi era ancora qualche Libro
sull'ODISSEA di DIODORO SICULO oppure qualche opera di un valido storico romano come CORNELIO NEPOTE che curava i particolari degli eroi e dei grandi generali o Re.
Ricerca storica effettuata il 30/8/1998
dal Responsabile dell’Archivio storico comunale
Umberto DIGRAZIA
COMUNE di AIDONE
Palazzo Comunale – Piazza Umberto I
Tel.0935-600502 – Fax 0935-87477
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