|
Gli ACROLITI di MORGANTINA
le divinità di DEMETRA e PERSEFONE
un breve saggio storico di Umberto DIGRAZIA
Responsabile dell’archivio storico comunale di AIDONE
Tel. 0935-600532
(Rielaborazione elettronica
a cura di Antonio Guerrera)
PREMESSA STORICA :
Gli ACROLITI (parola greca derivata da Akros e Lithos) di MORGANTINA, le teste marmoree di DEMETRA e PERSEFONE risalenti agli anni 530-510 a.C., serviranno a noi tutti per comprendere una storia complessa come quella della nostra SICILIA.
I volti enigmatici di queste divinità rappresentano in qualche modo un preciso periodo storico (550-500 a.C.), nel quale tutto sommato si ebbe una pacifica convivenza fra i coloni calcidesi e il popolo dei Morgeti.
Sappiamo sia dalle fonti storiche sia da riscontri archeologici che i coloni calcidesi provenienti daKatane realizzarono la polis ellenizzata di Morgantina sulla collina della Cittadella, per cui occorre fare molti passi indietro nella Storia della Sicilia per comprendere la religiosità di queste due divinità. (1)
Una religiosità che legava spiritualmente il popolo dei Morgeti, con la loro antica Dea MATER, ai coloni greci alfabetizzati che in qualche modo furono nel primo periodo piuttosto tolleranti e in parte accettarono quella primitiva religione legata ai fenomeni naturali e al ciclo delle stagioni. (1 bis)
I primi scavatori di Morgantina (Erik Sjoqvist - Hubert L. Allen) che queste divinità composte da marmo (testa,mani e piedi) e materiale deperibile dipinto (terracotta - legno - vestiti), gioielli (collane d’oro – corone - occhi in pasta vitrea) avevano trovato la loro sistemazione nel Santuario in contrada S. Francesco Bisconti, risalente al VI sec. a.C., nel quale c’era già l’elemento naturale associato la devozione alla divinità sicula (Ninfa o Lympha): una sorgente d’acqua. (2)
Nel VI sec.a.c. il popolo di Morgantina aveva in sé molti usi e costumi dei primi abitanti, i Sicani autoctoni dell’Isola (denominata appunto Trinacria o Sikania), e di quelli che arrivarono dopo, nel XI sec. a.C.: i Morgeti. (3)
Presso il Museo archeologico di Aidone sono visibili alcuni reperti risalenti all’età del Bronzo civiltà di Castelluccio (1800-1400 a.c.) ed in base agli scavi e rilievi a suo tempo effettuati da Erik Sjoqvist lo studioso ipotizzava che i Sicani di Morgantina abitavano in alcune capanne a pianta ovale.
Queste capanne erano state fortificate da un aggere di pietre informi e costituivano il villaggio fra la zona di S. Francesco Bisconti e la collina di Sella Orlando. (4)
Questo popolo dei Sicani, dedito all’agricoltura ed all’allevamento degli animali e che praticava la caccia, aveva già un concetto di vita e di morte; infatti seppelliva i propri morti collettivamente in grotticelle scavate nella roccia. (4 bis)
Sono stati ritrovati parecchi scheletri in tombe relativamente piccole e gli studiosi ritengono che i Sicani scarnificavano i cadaveri e poi li deponevano accoccolati con il loro corredo funebre; erano convinti che nell’aldilà si potesse vivere allo stesso modo dell’aldiquà. (5)
La sola divinità, la Dea MATER, comune a tutti gli antichi popoli del Mediterraneo è stata probabilmente adorata dai Sicani di Morgantina; a questa unica divinità era legato il ricordo della sopravvivenza degli uomini nel periodo neolitico; ciò era dovuto al ruolo della donna che provvedeva alla raccolta dei semi ed alla conservazione del cibo, tanto che la base sociale era matriarcale. (6)
Per l’età del rame (3.000-2.000 a.C.), sulla popolazione esistente in Sicilia abbiamo rilevato la presenza di molti villaggi posti quasi sempre sulle colline per agevolare l’allevamento degli animali con i pascoli; in pratica questi villaggi sicani erano dislocati nel territorio della pianura etnea e, precisamente, nell’area compresa fra i fiumi Gornalunga, Simeto e Dittaino. (7)
Con l’arrivo in Sicilia dei Siculi, Ausoni e Morgeti sappiamo che i Sicani furono ricacciati nella zona occidentale (con l’eccezione della cuspide nella quale abitavano gli Elimi) e il fiume Salso (Himera meridionale) divenne il confine naturale fra questi due popoli. (7 bis)
Sia i Sicani che i siculi-morgeti sappiamo che commerciavano i loro prodotti (formaggi, cereali...) con i mercanti micenei presso alcuni empori come quello di Thapsos. (8)
Cosa successe a Morgantina?
Probabilmente, secondo gli studiosi H. Allen e R.L. Leighton che si sono occupati di quel periodo, i Morgeti, guidati dal mitico re Morges, attraverso la valle dei Margi arrivarono nell’area della Cittadella e con la forze delle loro armi riuscirono ad avere la meglio sui Sicani e costruirono il loro villaggio fortificato composto sempre da capanne circolari ma con dei muri esterni. (9)
Nelle tombe dei Morgeti sono stati collocate parecchie armi di bronzo (asce, pugnali, spade) e utensili (martello), insieme al corredo in ceramica del tipo piumato; i loro morti venivano sepolti collettivamente nelle tombe scavate nella roccia, per cui la loro religione era grosso modo la stessa dei loro predecessori, in pratica il nucleo familiare si ricomponeva in seno alla divinità unica, la Gran Madre, per continuare dopo la morte. Una vita comune. (10)
CULTI RELIGIOSI :
Con la colonizzazione greca della Sicilia sud-orientale, avvenuta a partire dal 755 a.C., e la fondazione delle varie poleis (le calcidesi come Naxos, Katane, Leontini e Zancle, quelle corinzie come Siracusa, Kamarina e Akrai, le rodio-cretesi di Gela e Akragas, le megaresi di Megara Iblea e Selinunte), l’approccio con la popolazione sicula e sicana fu differente fra loro. (11)
I calcidesi, sulle tracce dei loro predecessori micenei, furono i primi ad utilizzare l’alfabeto greco, per come rilevato dalla famosa coppa di Nestore (725 a.C.) della prima colonia Pithekussai (770 a.C.) e chiamarono Da Mater l’antica Dea Madre dei Sicani e siculi. (12)
Tutti i colonizzatori greci, pur introducendo il loro pantheon composto dalle 12 divinità dell’Olimpo, per sistematizzare la religione monoteista dei Siculi e dei Sicani cercarono, attraverso il mito di Eracle che sconfigge gli eroi Pediocrates, Buffonas, Leucaspides etc. e quello delle Ninfe o Meteres indigene legate ai fiumi, di propagandare il culto religioso di Demetra e Kore (Persefone) legato alla fertilità della terra ed al frumento, tant’è che secondo Diodoro Siculo i Misteri Eleusini di Atene traggono origine dalla Sicilia. (13)
Il villaggio morgetico venne occupato dai coloni calcidesi intorno all’anno 550 a.C., quando s’inoltrarono attraverso il fiume Gornalunga (Albos o Erikes) e probabilmente, in base ai rilievi degli archeologi, furono proprio loro a realizzare un nuovo santuario in contrada S. Francesco Bisconti, per continuare la tradizione religiosa degli abitanti con l’antica Dea Madre, per la quale abbiamo un esempio con la statuina ritrovata a Megara Iblea risalente agli anni 560-550 a.C. (Museo archeologico P. Orsi di SIRACUSA, vds. foto).
Sebbene questa Dea Mater di Megara Iblea in calcare sia sprovvista della testa, con il mantello a forma di conchiglia mentre allatta i suoi gemelli ai seni, ci indica in qualche modo il solido legame fra i coloni greci e i siculi di Re Iblone che riuscì a diventare il loro ecista.
Anche la Dea Madre in terracotta di Reggio Calabria seduta sul trono, risalente all’ultimo quarto del VI sec. a.C., non è altri che la Dea Demetra portatrice di frutti e di fertilità del suolo. (vds. foto)
La figlia Kore, cioè Persefone, venne rapita dal Dio Hades sui campi di Henna e venne portata in una caverna diventando la signora degli Inferi e quindi strettamente collegata con il mondo dei morti.
In questo caso i greci furono attratti dai riti religiosi dei Siculi e molti studiosi ritengono che ne furono influenzati, tant’è che una piccola litra d’argento coniata proprio ad Henna nel 450 a.C. raffigura Demetra che guida una biga mentre la figlia Kore (Persefone) ha una torcia in mano. (vds. foto)
Il mistero sacro legato al mito di Demetra e Persefone divenne il principale rito religioso dei dominatori calcidesi che avevano già costruito sulla Cittadella la loro polis ellenizzata di Morgantina, composta da case ed edifici in pietra, e con la realizzazione di due statue dedicate alle divinità adorate assumevano di fatto una nuova identità culturale. (15)
ANALISI ARTISTICA :
La datazione presunta (530-510 a.C.) degli Acroliti, raffiguranti Demetra e Persefone, s’inquadra nello stile tardo-arcaico con il sorriso sul volto delle due Dee, che a me sembrano più sorelle che madre e figlia.
Anche se c’è da rilevare che un volto è più grande dell’altro e ha entrambe le mani e i piedi, mentre quello più piccolo ha soltanto la mano sinistra e il piede destro; il marmo utilizzato era proveniente dall’Isola di Taso e la loro grandezza doveva essere di poco ... a quella naturale (1,85 m); in pratica gli Acroliti di Morgantina rappresentavano in maniera ideale naturalismo, organicità, armonia e bellezza, secondo il canone artistico vigente in quell’epoca. (16)
Una precisazione è alquanto doverosa: sappiamo che la scultura negli anni 525-510 a.C. ad Atene (la vera capitale dell’arte) aveva un grande artista come lo scultore ATENOR, autore della grande PERSEFONE (denominata Kore 681 Museo dell’Acropoli) realizzata in marmo e alta più di due metri. (vds. foto)
Ebbene da questa pregevole opera d’arte si può rilevare il vestito che probabilmente indossavano gli ACROLITI di Morgantina, mentre il loro modello facciale sembra simile alla Kore in marmo (la 682 Museo dell’Acropoli di Atene), realizzata nell’anno 520 a.C. (vds. foto)
Per quanto attiene ai colori degli abiti mi pare utile menzionare la piccola Kore 675 di marmo alta 55 cm, autore uno sconosciuto artista dell’Isola di Chio risalente agli anni 520-510 a.C.; in questa piccola statua del Museo dell’Acropoli di Atene, è possibile rilevare i suoi colori originali. (vds. foto)
Il taglio delle labbra e i modelli potrebbero essere stati la Kore 670 di marmo alta m 1,15, risalente all’anno 520 a.C., oppure è più probabile la più antica Kore 679 col peplo che risale all’anno 540 a.C. (Museo dell’Acropoli di Atene (vds. foto)
Mi sembra improbabile che la Kore 643 risalente agli anni 520-510 a.C. possa essere stata il modello poichè il suo volto, sebbene abbia un sorriso simile agli Acroliti, ospita due guance piuttosto piene. (vds. foto)
Certamente lo sconosciuto artista incaricato dalla reggenza di Morgantina (una polis costruita dai calcidesi e quindi strettamente collegata con Atene) ha voluto fissare lo splendore della giovinezza, della dimensione ideale e della massima espressione delle divinità utilizzando come modelle alcune giovani, e forse nei loro volti si può rilevare qualche tratto fisiognomico con l’antico popolo morgetico. (17)
Possiamo immaginare che queste due divinità potevano essere sedute su un trono realizzato in terracotta, in base all’altezza della grotta del Santuario nel quale sono state ritrovate e soprattutto dai reperti archeologici, come una grande zampa in terracotta. (17 bis)
I loro occhi, realizzati con del materiale lucente (similmente alla Kore 681 del grande Atenor), colpivano lo sguardo dei fedeli che si apprestavano alle consegna delle loro offerte e a praticare quel misterioso rito religioso nel quale la fiaccola accesa di Persefone e il mazzo di spighe di Demetra
erano i simboli più evidenti. (18)
I corpi di Demetra e Persefone furono realizzati in terracotta per come evidenziato dal materiale proveniente dagli scavi del Santuario ed erano rivestiti con abiti di gran lusso e addobbati con gioielli, secondo l’usanza dei calcidesi, che non badavano a spese per le loro feste religiose in
onore di Dioniso, Apollo, Athena, Zeus ed Hermes; tutte divinità presenti a Morgantina ma che non avevano la stessa popolarità delle due Dee. (19)
Di quel ricco periodo calcidese (530-500 a.C.) abbiamo parecchie testimonianze presso Il Museo e certamente il prezioso Cratere di Euthidimes può darci un’idea dello sviluppo raggiunto dalla polis di Morgantina prima della distruzione nel 495 a.C. ad opera dal condottiero gelese Ippocrate. (20)
Dai dati archeologici rilevati dagli scavatori della missione americana (E. Sjoqvist) il Santuario di S. Francesco Bisconti dedicato a Demetra e Persefone non venne distrutto da Ippocrate, anzi durante il periodo dei suoi successori i tiranni dinomenidi Gelone I e Gerone I (485-467 a.C.), notoriamente devoti alle due divinità, fu ampiamente restaurato. (20 bis)
Sappiamo che nel 459 a.C. il condottiero siculo Ducezio quando conquistò Morgantina allocata sulla Cittadella, fece in modo di preservarlo e dispose la fondazione della nuova polis sull’antico sito dei primi abitanti sicani nella vicina grande area di Sella Orlando a ridosso di questo Santuario. (20 ter)
Ducezio che fondò la lega Sinteleia in onore di Demetra e Persefone, associandole al rito dei Palici per invogliare i suoi siculi alla rivolta contro Siracusa e Akragas, nell’assegnare i nuovi lotti a Morgantina fece costruire un nuovo Santuario presso un’antico altare nel quale era stata probabilmente venerata l’antica Dea Madre denominata Sikelia. (21)
La fortuna dei nostri Acroliti è stata quella di due divinità come Demetra e Persefone sempre venerate a Morgantina sia quando venne assegnata a Kamarina nel 424 a.C. che nei periodi di Timoleonte (344-330 a.C.) e di Agatocle (317-289 a.C.), entrambi particolarmente devoti a queste divinità, tanto che le loro battaglie contro i nemici punici furono combattute invocando Demetra e Persefone, per come ci dicono le fonti letterarie. (22)
Anche nel periodo di massimo sviluppo e ricchezza sotto il Regno di Re Gerone II (275-215 a.C.) la popolazione di Morgantina era particolarmente devota alle due divinità, tant’è che dopo la morte del saggio sovrano, quando venne costituita la lega siculo-punica sulle monete coniate dalla zecca cittadina venivano sempre raffigurate Demetra e Persefone. (23)
Sappiamo che i nostri antenati morgantini conservarono gelosamente questi ACROLITI nella grotta del Santuario di S. Francesco Bisconti, prima della distruzione della polis ad opera delle legioni romane avvenuta nel 211 a.C. e molto probabilmente i nuovi dominatori, gli ispanici di
Moerico, vennero tenuti all’oscuro di questa antica religiosità. (24)
Umberto DIGRAZIA
NOTE BIBLIOGRAFICHE E FONTI STORICHE
1) a) La più antica Dea Madre è quella della città di CATAL HUYUK (Turchia) e risale al VII millennio a.C. e, attraverso l’ipotesi ricostruttiva della Dea (in argilla), c’era anche una testa di toro immolato per il sacrificio.
b) Nell’Isola di MALTA, presso la località di HAGAR QIM, è stata scoperta una Dea Madre risalente al III Millennio a.C.
c) Secondo gli studiosi la Dea Madre del Mediterraneo rappresenta la cultura agricola matriarcale, per come rilevato attraverso i reperti archeologici provenienti da diversi Paesi, ed in seguito venne introdotta una cultura pastorizia patriarcale da parte dei popoli indo-europei intorno al XX sec. a.C.
d) DEA MATER, denominata anche REA, KIBELE o HESTIA, per i Greci era la stessa divinità della popolazione dorica che riuscì a dominare i Micenei nel periodo del cosidetto medievo ellenico.
e) ESIODO nella sua opera "La TEOGONIA" associa DEMETRA a ZEUS con la figlia PERSEFONE che viene rapita da AIDONEO (Hades).
f) In base alle più antiche iscrizioni greche di Pilo in una coppa, la Dea DEMETRA viene associata a POSEIDONE.
g) Del popolo dei Morgeti e del mitico loro Re Morges le fonti storiche sono TUCIDIDE che riprende lo storico Siracusano ANTIOCO e attribuisce la loro venuta in Sicilia insieme ai Siculi nel 1050 a.C. mentre l’altra fonte è lo storico FILISTO (generale e amico del tiranno DIONISO) che porta la datazione all’anno 1270 a.C.
Gli storici ELLANICO e DIONIGI di Alicarnasso utilizzarono tali dati.
h) Luigi BERNABO’ BREA – la SICILIA prima dei Greci -
2) a) Eugenio MANNI – SICILIA pagana –
b) presso l’antico Santuario delle divinità ctonie di AKRAGAS (S. BIAGIO) c’è una sorgente d’acqua simile a quella di S. Francesco Bisconti (MORGANTINA).
3) a) Paolo ORSI – durante le sue esplorazioni - in base ai reperti archeologici, ha ritenuto che i Sicani fossero autoctoni.
b) DIODORO SICULO attraverso la sua fonte, lo storico TIMEO di Tauromenio, considerava i Sicani autoctoni dell’Isola e non provenienti dalla penisola iberica o dalla Liguria.
c) La TRINAKYA, una parola sicula derivata dall’antica lingua del sanscritto, significa "folto bosco".
Molti studiosi ritengono che la folta vegetazione dell’Isola nel periodo precedente alla colonizzazione greca (XX-VIII sec. a.C.) potrebbe avvalorare la denominazione di TRINACRIA.
Successivamente venne chiamata SICANIA perché abitata da questo antico popolo.
4) a) Il prof. Erik SJOQVIST nel suo scavo operato negli anni 1955-57 presso la cosidetta AREA V – S. Francesco Bisconti e Sella Orlando riuscì a rilevare attraverso i reperti archeologici (frammenti di selce e di ossidiana, ossa di bue, capra e pecora) un villaggio sicano composto da capanne circolari e dei focolari.
La ceramica castellucciana del periodo dal XVII al XV sec. a.C. è presente negli strati 9-8 e 7; viene poi sovrapposta dalla ceramica indigena nera impastata di stile geometrico (strato 6), datata dallo studioso dal VIII al VII sec. a.C. (un segno della presenza dei Morgeti?).
Nello strato 5 lo SJOQVIST rilevò la presenza dei coloni calcidesi attraverso i resti di un Santuario a Naiskos risalente agli anni 540-525 a.C., per cui le coppe, kylikes, antefisse gorgoniche e skiphoi sono una testimonianza evidente del culto per le divinità DEMETRA e PERSEFONE e quindi è molto probabile che all’interno del Santuario ci fossero collocati gli ACROLITI, per come si evince nella ricostruzione (vds. fotografie di statue in terracotta e marmo).
Sullo stesso strato 5 sono state rilevate delle tracce di un incendio avvenuto negli anni 500- 495 a.C. e ciò concorda perfettamente con il dato storico, perché sappiamo che il condottiero gelese IPPOCRATE riuscì a conquistare MORGANTINA nel 498-496 a.C.
b) L’età del Bronzo è stata suddivisa in tre parti dagli studiosi:
I) Castelluccio (2100-1400 a.C.) II) Thapsos (1400-1270 a.C.) III) Pantalica (1270-1150 a.C.).
Lo studioso Luigi Bernabò BREA ha considerato coeva a quella di Castelluccio la civiltà delle Isole Eolie di Capo Graziano mentre simile a quella di Thapsos è quella di Capo Milazzese.
A MORGANTINA sono stati scoperti reperti archeologici di tutti e tre i periodi dell’età del bronzo, tant’è che lo SJOQVIST utilizzò la periodizzazione dell’Ausonico per la loro denominazione.
c) Parecchi villaggi sicani sono stati rilevati nei territori di Ramacca, Mineo, Caltagirone, Adrano, Paternò etc.
Probabilmente il villaggio sicano (castellucciano) di S. Francesco Bisconti era molto simile a quello scoperto a Branco grande (Kamarina).
4 bis) il Villaggio neolitico ai piedi del Monte Turcisi (Castel di Judica) –
vds. fotografie allegate di tombe.
5) Erik SJOQVIST – I Greci a Morgantina
Carmela BONANNO – I siculi nel territorio ennese –
6) Sebastiano TUSA – la Sicilia nella preistoria
La simbologia maschile è il SOLE e il CIELO, quella femminile la TERRA e la LUNA.
7) Luigi BERNABO’ BREA i villaggi eoliani e siciliani nella tarda età del Rame – prima età del bronzo
Le stazioni neolitiche (3800-3000 a.C.) rilevate in Sicilia sono quelle di:
Stentinello (Siracusa), Poggiorosso e Tre Fontane (Paternò), Rocchicella (Mineo), Montagna (Ramacca), Licodia Eubea, Sant’Ippolito (Caltagirone), Fontanazza (Adrano) e Ossicini (S.Agata di Militello)
L’età del rame è stata suddivisa dagli studiosi in tre periodi o civiltà:
I) S. Cono- Piano Notaro(Gela) 3000-2.800 a.C.
II) Serraferlicchio (Agrigento) 2800-2500 a.C.
III) Malpasso(Calascibetta) 2500-2100 a.C..
7 bis) S. Angelo Muxaro – parecchi reperti archeologici sono la testimonianza della suddivisione dei due popoli in pace fra loro
(vds. idoletti di bronzo e carte delle Sicilia antica).
8) Paolo ORSI - Ceramiche tipo Thapsos e dei micenei – Tomba a Tholos scoperta in contrada Costa (Palagonia).
9) Villaggio fortificato località Molino della Badia (Grammichele) e presso la località Metapiccola di Lentini.
La suddivisione dell’età del Bronzo per alcuni studiosi è quella di Pantalica Nord (1230-1000 a.C.), Cassibile (1000-850 a.C) ed infine quella di Pantalica Sud (850-730 a.C.).
A MORGANTINA lo studioso Carl Eric OSTENBERG ha preferito suddividerla in Morgetico I (1050-850 a.C.) e Morgetico II (850-700 a.C.).
10) Tombe indigene nella necropoli della Cittadella – Erik SJOQVIST – Hubert L. ALLEN – Carmela BONANNO
vds. reperti archeologici del Museo archeologico di AIDONE.
11) AA. VV.
La colonizzazione greca avviene in modo differente: i calcidesi che privilegiavano i rapporti commerciali con la fondazione di un emporio con un porto a Naxos da parte dell’ecista Teocle, mentre i corinzi guidati da Archias impongono con la forza delle armi lo spostamento della popolazione sicula di Siracusa (Sira ka).
I Megaresi riescono ad avere un buon rapporto con la popolazione sicula dopo la scomparsa dei loro ecisti, tanto che la loro polis viene chiamata Megara Iblea.
Gli ecisti dei rodio-cretesi si comportano come i corinzi utilizzando le armi per fondare Gela e scacciare la popolazione sicana che riuscì a stabilizzarsi all’interno dell’Isola; questo popolo sicano è stato menzionato dagli storici nei periodo di Ermocrate, Dionisio e Dione ed attribuirono ai sicani un esercito.
In base agli studi dell’aidonese Giuseppe Andrea RANFALDI (1823-1866) che scrisse un’opera sulla presunta Cittadella diruta di HERBITA (ovvero la nostra MORGANTINA) e sull’antica SICILIA con le fondazioni delle varie città da parte dei colonizzatori greci abbiamo constatato che molte datazioni coincidono con i dati archeologici:
I) colonie calcidesi Naxos 739 – Lentini 730 – Katane 728 - Zancle 725 - Himera 650
II) colonie corinzie doriche Siracusa 735 Akrai 663 Casmene 643 Kamarina 498
III) colonie megaresi di Megara Iblea 730 e Selinunte 630
IV) colonie rodio-cretesi di Gela 688 e Akragas 580.
12) DA MATER si tratta di un culto antichissimo legato al grano antecedente l’ottavo secolo a.C., che i coloni Greci trovarono presso la popolazione sicula e sicana della SICILIA e che ragioni politiche assimilarono quale loro divinità progressivamente per non urtare le fede religiosa degli indigeni.
Tant’è che il condottiero Timoleonte fece raffigurare in una moneta di Morgantina l’effigie della Dea SIKELIA per ottenere l’aiuto della polis, nella quale era presente ancora la popolazione morgetica rispetto ai figli dei coloni greci.
Successivamente sappiamo che Timoleonte fece ripopolare molte poleis dell’Isola con nuovi coloni provenienti dalla Grecia.
13) a) PEDIOCRATES l’uomo della pianura etnea era il mitico Dio ADRANON che ebbe come figli i PALICI
b) DIODORO SICULO nella sua Storia doveva sintetizzare molto la tradizione orale e perciò presenta i popoli antichi dei Siculi e dei Sicani con dei loro eroi che valorosamente combattono contro ERACLE (i colonizzatori greci?) e poi soccombono per la maggior forza dell’eroe.
La figura mitologica di Eracle e soprattutto il Leone nemeo sono associati al culto di Demetra e Persefone.
Sappiamo che all’epoca dello storico agirense (90-21 a.C.) il mito di Eracle con Iolao era ancora presente e attraverso gli splendidi mosaici dell’Aula triloba della VILLA romana del Casale (Piazza Armerina), risalenti al IV sec. d.C., possiamo affermare che Ercole era l’eroe preferito della popolazione all’interno della Sicilia.
Parecchie poleis coniarono monete con la raffigurazione di Eracle, compresa Morgantina durante il dominio di Agatocle (317-289 a.C.).
14) a) vds. Pinax di Locri Epizeferi – simbologia degli elementi - gallo – melagrana - spiga - alloro
Per Eugenio Manni c’è stata la supremazia dell’elemento religioso indigeno rispetto a quello greco attraverso la simbologia degli Dei Inferi, infatti prima da parte della popolazione sicula la scrofa veniva sacrificata alla Dea Madre successivamente i colonizzatori greci sacrificavano il maialino a PERSEFONE, la regina dell’Averno.
b) Luigi PARETI – SELINUNTE il tempio MALOPHOROS dedicato alla Dea Sicana della vegetazione viene dedicato alle divinità greche.
c) Ernesto DE MIRO – Paola ORLANDINI – il santuario di BITALEMI della Dea infera sicula viene dedicato a DEMETRA e PERSEFONE (550-510 a.C.); le terracotte scoperte sono molto simili agli ACROLITI di Morgantina.
d) AKRAGAS definita dal poeta PINDARO terra di PERSEFONE per la presenza del Santuario dedicato alle divinità ctonie.
e) TERRAVECCHIA (Grammichele) la terracotta della divinità sicula femminile assume le sembianze della greca Demetra, mentre a Kamarina poiché il Santuario di Persefone era posto fuori dalle mura della città, attraverso i reperti archeologici del Museo di Ragusa mi è stato possibile rilevare la simbiosi fra l’elemento siculo e quello greco con la lapide del cavaliere Pirros.
f) SIRACUSA nel Santuario presso la Piazza della Vittoria lo studioso Giuseppe VOZA ha rilevato parecchio materiale fittile che rimanda alle divinità DEMETRA e PERSEFONE.
Attraverso le fonti storiche (PLUTARCO-DIODORO), nell’episodio del giuramento di Calippo, il filosofo amico e traditore di Dione, si può constatare che questo Santuario di Siracusa era stato realizzato nel V sec. a.C..
15) Erik SJOQVIST – CITTADELLA – Area III –
ha rilevato la presenza di vari edifici greci risalenti al periodo di ellenizzazione dal 550 al 460 a.C.
Quest’ultima data coincide con il dato storico della conquista di MORGANTINA ad opera del condottiero siculo DUCEZIO e la presenza di monete d’argento come la litra, coniata nella zecca di Morgantina negli anni 465-460 a.C., con la raffigurazione della spiga di grano, un simbolo legato a Demetra ed alla fertilità del suolo; una testimonianza inequivocabile dell’importanza raggiunta
dalla polis nel periodo della cosidetta prima democrazia di Siracusa.
Nel sottostante strato c’era un villaggio morgetico risalente al periodo Ausonico II dal XI al VII sec. a.C.
Lo studioso ha scoperto delle ceramica tipo Pantalica S. Angelo Muxaro.
16) vds. foto della KORE (Persefone), una bellissima statua scoperta nell’Acropoli di Atene, opera dello scultore ATENOR; questo capolavoro è molto simile agli ACROLITI di Morgantina.
17) I volti degli ACROLITI, a parere degli esperti, sono simili a quelli degli antichi sicelioti, ovvero i figli dei coloni calcidesi e dei morgeti; Carmela BONANNO op. cit - molte tombe delle necropoli di Morgantina contengono scheletri appartenenti ai due popoli.
17 bis) Serena RAFFIOTTA – Terrecotte figurate del Santuario di S. Francesco Bisconti di MORGANTINA – il reperto nr. 152.
18) Malcolm BELL – lo studioso ritiene che la fiaccola è un vero attributo di PERSEFONE, un simbolo del suo regno infernale, mentre a DEMETRA viene attribuita di più la spiga di grano, una foglia d’alloro o di quercia.
19) - Dai rilievi archeologici di Morgantina e dalle monete coniate dalla zecca cittadina sappiamo che Demetra, Athena, Apollo e Zeus sono stati raffigurati unitamente ad Artemide ma la divinità sempre raffigurata è stata sempre PERSEFONE.
Alla divinità di Hermes, durante il periodo di Timoleonte (340-330 a.C.), venne edificato un tempietto al centro dell’Agorà vicino alla Tholos dedicata molto probabilmente a ZEUS agoraio.
- Per Dioniso venne realizzato il Teatro greco in prossimità del Santuario centrale dedicato a Demetra e Persefone.
- vds. affresco del corteo religioso per il sacrificio alle divinità.
- vds. ricostruzione scena della cerimonia religiosa di Orian (Brindisi) in onore di Demetra e Persefone.
20) Attraverso le fonti storiche sappiamo che il condottiero gelese Ippocrate intorno agli anni 498-96 a.C. conquistò le città di Kallipoli – Lentini - Naxos – Zancle - Morgantina - Ergezio - Menai - Galaria - Magella e venne ucciso ad Ybla.
Gli subentrò al potere il condottiero Gelone, capo della potente cavalleria che riuscì a conquistare il potere a Siracusa e, poiché egli apparteneva alla famiglia di Teline e Dinomene sacerdoti (ierofanti) preposti al culto di Demetra e Persefone, molto probabilmente fece restaurare il santuario di S. Francesco Bisconti, per come rilevato dalle tracce archeologiche risalenti a quel periodo.
vds. il Cratere di Euthidimes presso il Museo archeologico di AIDONE
20 bis) Gelone con i suo fratelli apparteneva alla famiglia di Dinomene e il suo avo Teline, quale sommo Sacerdote (Hierofante) di Demetra e Persefone, riuscì a conquistare il consenso da parte dei siculi nemici degli ecisti di Gela.
20 ter) DIODORO SICULO – La vicenda militare di DUCEZIO ebbe inizio con la conquista di Morgantina nell’anno 459 a.C., poiché egli con i suoi fedelissimi controllava già il territorio di Menanion dove era l’antico Santuario dei Palici.
Queste divinità, due fratelli che rappresentavano gli antichi popoli dei sicani e siculi figli del Dio Adranon (Pediocrates?), proteggevano l’Isola Trinacria già in tempi remoti.
I PALICI diventarono il simbolo del programma politico-militare di Ducezio, anche perché attraverso la SINTELEIA (lega sicula) egli cercò di unire tutte le città sicule contro Siracusa e Akragas all’infuori di Ybla.
21) Secondo Malcolm Bell il condottiero Ducezio, nei suoi 8 anni di permanenza quasi stabile a Morgantina, diventò un nuovo ecista per la popolazione, sebbene la sua forma mentis rimase quella di un greco.
Dopo avere restaurato il Santuario di S. Francesco Bisconti mise in atto il piano urbanistico della nuova Morgantina sistemando dei lotti (Oikopedia), di dimensioni 55 piedi (m 17,70) x 58 e mezzo (m 18,6), nella pianura di Sella Orlando, riservando un’ampia area all’agorà, allo scopo di far alloggiare il suo esercito composto soprattutto da fanti; tutto ciò si piega con la sua sconfitta avvenuta presso Nomai (Monte Navone? Gatta? Valle del Braemi?).
22) PLUTARCO Vite parallele –
TIMOLEONTE diede inizio alla sua avventura militare nel segno di Demetra e Persefone e fu anche rispettoso del culto religioso di molte città sicule e siceliote, tant’è che fece coniare diverse monete con la scritta SIMMACHON e con l’effigie di ZEUS eleutherios; Timoleonte in pratica riprese il programma politico del suo predecessore DIONE, ma con un’alleanza forte prima per scacciare Dioniso il giovane e poi per combattere il nemico punico.
MORGANTINA venne ampiamente restaurata da Timoleonte per avere contribuito alla sua vittoria, prima contro l’esercito punico e poi contro i vari tiranni delle città come Mamerco di Katane.
Il Santuario di S. Francesco Bisconti presenta alcune tracce risalenti al periodo di Timoleonte (340-330 a.C.).
Nerina CONSOLO LANGHER – AGATOCLE
Agatocle iniziò la sua conquista del potere a Siracusa con l’aiuto dato dalla polis di Morgantina nell’anno 317 a.C. e molto probabilmente la popolazione devota a Demetra e Persefone ammirò questo abile condottiero che fece solenni giuramenti alle divinità (fonti storiche Callia-Duride).
Agatocle, nella sua avventurosa guerra contro i punici in Africa, bruciò le sue navi ed implorò l’aiuto di Demetra e Persefone per dare coraggio ai suoi soldati, che riusciva a convincere mescolando fede religiosa e dissacrazione degli Dei.
Sappiamo, attraverso le ricerche archeologiche, che il Santuario centrale posto nell’Agorà venne ulteriormente ampliato durante il dominio di Agatocle (317-289 a.C.).
Anche quello di S. Francesco Bisconti venne restaurato per come evidenziato dal ritrovamento di monete agatoclee.
Demetra e Persefone, le divinità di Morgantina, erano meta di un pellegrinaggio da parte di molti fedeli provenienti anche da altre poleis, per come testimoniato dalla massiccia presenza di monete ritrovate nel santuario centrale.
Mentre il santuario di S. Francesco Bisconti, nel quale c’erano appunto gli ACROLITI, molti studiosi (M. Bell) ritengono che era riservato a colto che praticavano i Misteri Eleusini e soprattutto dalla popolazione morgantina.
23) AA.VV.
Durante il periodo di RE GERONE II (275-215 a.C.) la polis di Morgantina ebbe il suo maggior sviluppo e la sua maggior ricchezza.
I suoi prodotti (grano, orzo, olio, vino, animali, formaggi etc.), immessi nel mercato dell’Isola, aumentarono parecchio di valore, in considerazione che nella prima guerra punica combattuta fra la potente ROMA e la rivale CARTAGINE le richieste erano molte di più.
Le Ville ellenistiche costruite in quel periodo comprendevano due o anche tre lotti e la realizzazione del nuovo grande Granaio (su progetto di ARCHIMEDE) diventò quasi una necessità per il saggio Monarca ellenistico, allo scopo di far fronte alle richieste di grano e orzo per ben tre legioni romane (27.000 soldati) stanziate nell’Isola per combattere i punici.
Dopo la morte di RE GERONE II nel 215 a.C., ci fu la successione del giovane nipote GERONIMO e costui, entusiasta per le vittorie del grande condottiero punico ANNIBALE sconfessò l’alleanza con ROMA.
Venne costituita una lega siculo-punica e i fratelli IPPOCRATE e EPICIDE (emissari di Annibale) portarono molto argento a Morgantina per coniare le nuove monete destinate al pagamento dei soldati.
Nel periodo dal 215 al 212 a.C. a Morgantina vennero coniate parecchie monete sia della lega siculo-punica che della serie SIKELIOTAN.
In queste bellissime monete d’argento e d’oro veniva quasi sempre raffigurata PERSEFONE con alcuni simboli (la foglia d’alloro, il monogramma MT) e tutto ciò fa pensare che la devozione religiosa della popolazione morgantina s’accomunava allo spirito di libertà e di autonomia.
In pratica la rivolta anti-romana a MORGANTINA avvenne per una sorta di fede religiosa in onore delle sue divinità principali Demetra e Persefone che venivano venerate in molti Santuari dislocati in vari punti della città. (Malcolm Bell).
In alcune monete di bronzo venne raffigurata Demetra con la polos, un segno indistinguibile legato a Morgantina, grande fornitrice di grano.
Forse è per questo motivo (la produttività del territorio di Morgantina) che gli occupanti romani costruirono il Macellum.
24) Molto probabilmente gli ACROLITI vennero opportunamente nascosti dalla popolazione prima dell’arrivo dell’esercito romano guidato dal Pro-Pretore Marco Cornelio CETHEGO, nell’anno 211 a.C..
Con l’assegnazione di Morgantina a MOERICO, con i suoi soldati ispanici (per volere del Senato romano), il culto in onore di Demetra e Persefone venne praticato in segreto dalla popolazione morgantina.
Tant’è che i nuovi dominatori, gli ispanici, fecero coniare le nuove monete serie HISPANORUM con la raffigurazione della Dea Athena oppure il Dio Ares o Artemide.
Secondo l’archeologo Malcolm BELL i superstiti morgantini nascosero per sempre le loro divinità, per cui il materiale ritrovato nel santuario di S. Francesco Bisconti è di vario genere.
Umberto DIGRAZIA
SCULTURE E REPERTI ARCHEOLOGICI :
Statua di PERSEFONE Gaia proveniente dal Locri? – Museo Pergamon di Berlino
(probabile posizione degli ACROLITI nel santuario di S. Francesco Bisconti)
Reperti in terracotta e marmo presso il Museo di BERLINO
Statua della Dea CIBELE (Madre) sul trono
Hermes accompagna Persefone verso la madre Demetra
Pinakes di LOCRI 480-470 a.C. con PERSEFONE e HADES
I simboli il gallo, la bevanda del ciceone, il mazzo di spighe e la pianta d’alloro
Pinakes di LOCRI 480-470 a.C. – con PERSEFONE con la corona in testa
PERSEFONE con la melagrana in mano – ricostruzione del peplo a colori
Litra d’argento di HENNA - (450 a.C.) DEMETRA sul carro e PERSEFONE con la fiaccola
ARGENTI ELLENISTICI di MORGANTINA – III sec. a.C. - tesoro di EUPOLEMOS
CARTA DELLA SICILIA con la suddivisione dei popoli antichi
PERSEFONE Gaia Museo Pergamo di Berlino
Orecchini risalenti al III sec. a.C.
La Principessa di TEMESA (530 a.C.); i gioielli erano in oro e argento
Disegno di PERSEFONE (santuario della Mannella) 520 a.C.
PERSEFONE Gaia – Museo Pergamo di BERLINO – proveniente da TARANTO o LOCRI?
GianLorenzo BERNINI – statua del ratto di PERSEFONE – Galleria Borghese – ROMA
Museo archeologico di AIDONE - Busto di PERSEFONE – III sec. a.C.
PERSEFONE Kore 675 (520 a.C.) di ATENE Museo dell’Acropoli
Il DORIFORO di POLICLETO 480 a.C. – le proporzioni sello stile severo – il volto era un’ottavo del corpo
Per gli ACROLITI inquadrati nello stile tardo arcaico la proporzione era di 1/9
I BRONZI di RIACE 470-460 a.C.
Gli ACROLITI esposti al BAYLY MUSEUM di PRINCENTON (U.S.A.)
La distribuzione della popolazione antica nella SICILIA
Planimetria di MORGANTINA - CITTADELLA (XI–VI sec. a.C.) SERRA ORLANDO (IV-III sec. a.C.)
Lastra murale di CERE (Etruria) 570 a.C. - Una processione religiosa a DEMETRA e PERSEFONE?
La Dea MATER di Megara Iblea (560 a.C.)
Museo archeologico P. ORSI di SIRACUSA
La DEMETRA o PERSEFONE di Terravecchia (Grammichele)
Museo archeologico P. ORSI di SIRACUSA
La PERSEFONE Gaia proveneinte da LOCRI Epizeferi (Calabria)
Attualmente presso il Museo Pergamon di BERLINO
Museo archeologico di AIDONE – 510 a.C. - antefissa raffigurante PERSEFONE?
PERSEFONE col peplo 540 a.C. – Kore 679 Museo dell'Acropoli di ATENE
La DEMETRA in trono di Medma 530 a.C. - Museo di Reggio Calabria
PERSEFONE Kore col peplo 679 – 540 a.C. – ATENE - particolare del volto
La PERSEFONE in marmo (Kore 681) di ATENORE – 520 a.C. – alta più di 2,00 m
La Kore 682 di ATENOR – 520-510 a.C., m 1,82 - ATENE Museo dell'Acropoli
La KORE 675 di CHIO (con i colori) - 520-510 a.C. – ATENE
La Kore 675 alta 55 cm – ATENE, Museo dell'Acropoli
La KORE (PERSEFONE) di ATENOR
La KORE (PERSEFONE) di ATENOR con la melagrana in mano; l'abito con le pieghe è un capolavoro artistico
La KORE 643 – 520-510 a.C. - ATENE, Museo dell'Acropoli
La Kore in stile severo - 490 a.C.. Non c'è più il sorriso tardo-arcaico
CITTADELLA – MORGANTINA calcidese particolare del Cratere di EUTHIDIMES a figure rosse 520 a.C. – Museo archeologico di AIDONE
|