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Pagina 12 di 30 Il Tumarca EUFEMIO e la conquista araba della Sicilia a cura di Umberto DIGRAZIA Responsabile dell’Archivio storico comunale di AIDONE Via Domenico Minolfi – tel.0935-600502 La storia della Sicilia può considerarsi una "storia affascinante" in quanto come in un'opera romanzata la realtà si mescola con la leggenda, una leggenda in cui è possibile leggere il fato dell'uomo o meglio il suo "sogno" . Un personaggio come il Tumarca EUFEMIO paragonabile ai vari condottieri siculi DUCEZIO,EUNO, SALVIO merita di essere narrato poichè attraverso la sua vicenda personale è possibile comprendere le ragioni che portarono gli Arabi della vicina Africa,o meglio gli Aglabiti di KAIREWAN(QAR-AYN) a conquistare la nostra Isola. Molti documenti parlano di EUFEMIO(Anonimo Salernitano, Leone Ostiense ect) ma attraverso la Cronografia di COSTANTINO Porfirogenita e poi la grande opera di Michele AMARI cercherò di descrivere sentimenti umani ed avvenimenti storici. Dunque il nostro EUFEMIO era un Tumarca ed occorre precisare che sin dal tempo di GIUSTINIANO II(692-695) venne creato il THEMA della Sicilia ed il comando militare era affidato ad uno Stratego,al quale erano subordinati prima il Tumarca,il Drungario, il Komis ,il Pentatarca ed infine il Decarca(squadra da 10). Secondo lo storico arabo IBN-KHORDADBAH(840-845) lo Stratego comandava due o tre Tumarchi,i quali avevano affidati a ciascuno un Turmai di 5.000 soldati ovvero cinque Banda da 1.000 uomini comandati da un Drungario. Ogni drungario aveva cinque Komis che comandavano 200 soldati suddivisi in quattro pentecontarchie. Pertanto dobbiamo pensare che il nostro Tumarca EUFEMIO negli anni 821-826 d.c. con la sua piccola flotta di navi(10-12 tenuto conto che ogni nave bizantina poteva ospitare 400-500 soldati) e la sua truppa di soldati (5.000 uomini)in maggioranza siciliani,di tanto in tanto dal canale di Sicilia si spostava sulle coste africane per controllare da vicino il nemico arabo,che negli anni precedenti più di una volta aveva saccheggiato città come MESSINA,KAMARINA. e la stessa capitale SIRACUSA. Pare che il nostro EUFEMIO durante il suo soggiorno in Sicilia,di solito con i suoi soldati si rifugiava nel suo Castello o fortilizio sito nella zona di CALATAFIMI(1) Un giorno mentre la sua flotta si trovava nel porto di SIRACUSA per rifornirsi di vettovaglie presso una fattoria situata alla periferia della città,EUFEMIO vide una fanciulla di straordinaria bellezza di nome LUCIA. Il nostro Tumarca EUFEMIO godeva il privilegio che la sua nomina era stata fatta dall'Imperatore MICHELE III( il balbo) ,per cui era possibile che da greco o bizantino che fosse per chiedere la mano di LUCIA doveva rispettare la consuetudine di chiedere il permesso al padre della fanciulla o quanto meno alla sua famiglia. Per cui LUCIA rispose alla sua proposta di matrimonio dicendo ad EUFEMIO che doveva aspettare il padre e i suoi fratelli andati per mare per un lungo viaggio(2) con le seguenti parole: "Ho promesso a DIO che se mio padre ed i miei fratelli ritorneranno entro un anno,un mese ed un giorno,io mi consacrerò a lui facendomi suora e mi chiuderò nel Convento della città.(3) EUFEMIO era talmente innamorato della bella LUCIA che voleva comportarsi con onore, diversamente dai suoi connazionali dediti alla violenza e la forza sulle donne siciliane per sottometterle alla loro volontà. Infatti aspettò il periodo previsto e riprese il suo compito di Tumarca scorazzando per il mare sia per la sorveglianza delle coste siciliane che per controllare le navi di carico del commercio. Quando ritornò a SIRACUSA e si recò da LUCIA con sorpresa vide che suo padre ed i suoi fratelli erano ritornati e che la giovane si era chiusa nel Convento per adempiere alla sua promessa. EUFEMIO preso dalla passione per la sua LUCIA escogitò un piano diabolico. Con alcuni suoi fidati soldati tagliò le corde delle campane del Convento,in cui si era chiusa la donna,poi fece incendiare alcune porte e finestre e si presentò con i suoi uomini per soccorrere le suore in pericolo che uscivano dalle loro celle. EUFEMIO riuscì a prendere LUCIA dalla sua cella ed invece di portarla in salvo insieme alle altre monache,l'avvolse col suo mantello e la portò sulla sua nave. Può darsi che LUCIA accettò, suo malgrado, il focoso innamorato,ma quando la voce del suo rapimento si sparse nella città il ricco padre con i suoi fratelli ricorsero al Vescovo di SIRACUSA (Archimandrita) per far valere le proprie ragioni;. Quel rapimento fù come la goccia che trabocca dal vaso,in poco tempo la popolazione siracusana si sollevò contro lo Strategos della Sicilia ,un certo FOTINO chiamato il Suda. Quest'ultimo com'era suo dovere, chiese all'Imperatore MICHELE III di COSTANTINOPOLI ,inviando messaggeri, come doveva comportarsi con EUFEMIO. L’Imperatore MICHELE III° (4) dimentico che lui aveva violentato un monaca una certa EUFROSINA,ordinò a FOTINO di far tagliare il naso al Tumarca e di portarlo a COSTANTINOPOLI per giustiziarlo. EUFEMIO da valoroso comandante e probabilmente perchè LUCIA lo aveva accettato e condivideva il suo destino,organizzò la sua truppa e sobillò tutto l'esercito della Sicilia coinvolgendo altri Tumarchi:un certo MICHELE di PALERMO ed un suo cugino di nome BALATAH per dividersi la SICILIA (5) Infatti con il suo esercito EUFEMIO attaccò lo stratego FOTINO e lo mise in fuga, conquistando SIRACUSA e si fece proclamare REX,a tal proposito un anello d'oro ritrovato nella zona della città citato dallo studioso Biagio PACE (6) con la scritta in greco EUPHEMIUS REX può convalidare tale ipotesi.
Questa sua nomina causò degli attriti con i suoi alleati MICHELE e BALATAH oppure è molto probabile che l'Imperatore MICHELE III° inviò alcuni suoi emissari con doni per i due e delle truppe scelte armene per colpire il ribelle EUFEMIO; Michele AMARI ci parla di COSTANTINO quale stratega che venne ucciso a CATANIA da EUFEMIO;che il BALATAH era un alemanno cugino di MICHELE, tumarca di PALERMO e che i due s'accordarono per muovere contro EUFEMIO e gli uccisero 1000 uomini(una banda sotto un Drungario) e conquistarono SIRACUSA. A tal proposito mi pare doveroso convalidare tale ipotesi con la prova in un sigillo bizantino ritrovato nella zona di MINEO in una zona denominata contrada OLIVO vicina al fiume TEMPIO-PIETRAROSSA-MARGHERITO ovvero nel fiume BUKARIT citato dallo storico arabo AL-EDRISI. Questo sigillo in piombo di forma rotonda del diametro di 2,5 cm. e del peso di grammi 16,30 ,in base alla scritta greca,secondo gli studiosi apparteneva ad un KOMIS e con la legenda da nei due lati :
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