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S. LORENZO martire
Santo Patrono della città di AIDONE

a cura di Umberto DIGRAZIA

(Rielaborazione elettronica a cura di Antonio Guerrera)

Ad AIDONE pare che il culto per S. LORENZO martire venne promulgato dal Barone GianTommaso GIOENI per la grazia concessa dal Santo per il suo 2° figlio Lorenzo.
Quest’ultimo ereditò dal padre la signoria della terra di AIDONE (AYDUNI) con il suo Castello – Casale BACCARATO(Magarah), il Castello di PIETRATAGLIATA (GRESTI) con feudo di FESSIMA, ROSSOMANNO, ASMUNDO (Casalgismondo), S. BASILIO (Rahalgiresi), dopo la morte del fratello maggiore Perrucchio II.
Abbiamo una pergamena miniata depositata nella Chiesa madre, dedicata al Santo, ch’era già considerata la più antica chiesa di AIDONE, tanto che Rocco PIRRI nella sua SICILIA SACRA la descrive come:

“TEMPLUM MAXIMUM PAROCHIALE ANTIQUISSIMUM D. LAURENTY MARTIRY

Chiunque scorge le vecchia mura che delimitavano l’antica Chiesa (m 11,50x19,00) è indotto a pensare che forse all’epoca bizantina, se non addirittura prima, fosse stato edificato un Tempio o Castrum.
Infatti gli storici aidonesi (ndr. Vincenzo CORDOVA – Gioacchino MAZZOLA e Antonino RANFALDI) hanno sostenuto che la Chiesa era stata edificata prima della conquista normanna poiché ritenevano il Castello di AYN-DUN (ndr. dall’arabo "Fonte d’acqua superiore") edificato dagli arabi, come quello vicino di GRESTI o PIETRATAGLIATA, per come venne evidenziato dal grande Michele AMARI nella sua Biblioteca arabo-sicula.
Comunque la preziosa pergamena datata 9 agosto 1531 concessa dal Papa CLEMENTE VII (card. Giulio DE MEDICI, 1523-1534) al Vicario e rettore Giovanni GUADAGNI di PIAZZA indica chiaramente l’appartenenza e la titolazione del Santo Martire per la nostra AIDONE:

“SANCTI LAURENTII TERRE AYDONIS CATHANIEN”.

Nei bellissimi disegni a colori in questa pergamena ci sono le raffigurazioni:

- a sinistra, in alto, GESU’ Risorto;
- a sinistra, in basso, la MADONNA ASSUNTA in cielo;
- al centro, la nascita di GESU’ con MARIA e GIUSEPPE;
- a destra, in alto, la visita di MARIA alla cugina ELISABETTA;
- infine, a destra, in basso, S. LORENZO Martire.

Dietro al fatto che la famiglia GIOENI avesse cambiato il Patrono di AIDONE da S. LEONE II Papa (ndr. ritenuto erroneamente dal MAZZOLA nativo dalla vecchia ERBITA (MORGANTINA)) al martire levita, il diacono LORENZO, c’è il restauro operato dal nobile Lorenzo I GIOENI, nell’anno 1599, della piccola chiesa basilicale dedicata a PAPA LEONE II (682-683), edificata nell’anno 1090 utilizzando come fondazioni alcuni conci megalitici provenienti dalla CITTADELLA (MORGANTINA) e parzialmente distrutta nel terremoto avvenuto l’anno 1490.
Vi è una tradizione sacra riportata nell’opera del NICOTRA, ed. 1907, che attribuisce a S. LORENZO il miracolo per avere evitato la morte alla popolazione di AIDONE nell’anno 1624, quando inferiva in tutta quanta la Sicilia.
Pare che una monaca del vicino Convento di S. CATERINA da Siena (ndr. situata di fronte alla Chiesa di S. LORENZO) da una finestra con grata abbia visto il SANTO con una torcia accesa per appiccare il fuoco a dei panni di un mercante che proveniva da un paese dove c’era stata la peste.
Inoltre dal documento dell’Anonimo feudale del 1648 (ndr. tradotto da Vincenzo CORDOVA per la sua opera su AIDONE, ed. 1890) sappiamo che Don Jeronimo JACI ricavava un cespite di ben 68 onze dai terreni della Chiesa Madre S. LORENZO, per mantenere quattro cappellani e un curato. Ma la devozione al Santo, iniziata con la famiglia GIOENI, venne continuata dalla nobile famiglia romana dei COLONNA.
Infatti pare che Il Principe di Paliano MARCANTONIO COLONNA, che aveva sposato l’erede dei GIOENI, la serafica Isabella, figlia di Lorenzo II GIOENI, nel 1665, avesse portato da ROMA una preziosa reliquia del santo consistente in un osso del braccio, lungo cinque dita, incastrato in un braccio d’argento con una pergamena autenticata a firma del delegato del Papa INNOCENZO X (card. GiovanBattista PAMPHILI, 1644-1655).
Nelle lettere latine scolpite sui vari bolognini che compongono la facciata della Chiesa Madre, dedicata appunto al Santo, non è stato possibile rilevare qualche iscrizione perché vi fu operato un restauro dopo il terribile terremoto del 1693 che distrusse mezza Sicilia ed in AIDONE causò 50 morti, tutti abitanti del vecchio quartiere storico (dalla zona castello alla Chiesa di S. Leone).
Ma l’importanza di S. LORENZO Patrono di AIDONE acquistò una notorietà in tutta la Sicilia quando nell’anno 1751, su istanza di Mons. Pietro GALLETTI vescovo di CATANIA, il Papa BENEDETTO XIV (ndr. Card. Prospero Lorenzo LAMBERTINI, 1740-1758 - I colori della sua Casata erano il giallo e rosso allo stato attuale, utilizzati dai portatori del Fercolo) concesse alla Chiesa Madre il privilegio di una Collegiata formata da ben 18 membri (4 dignità, 8 canonici e 6 mansionari) e nell’anno 1790 venne anche concesso l’uso di mozzetta violacea.
C’è da rilevare che intorno a quegli anni a destra della porta principale (stile gotico-normanno) vennero incise delle scanalature orizzontali per indicare la canna ed il palmo, le misure adottate dal Comune.
Nell’anno 1810 il Vicario della Chiesa Madre, sac. Lorenzo Maria SCOPAZZO (Aidone, 1756-1826), autore di un’opera manoscritta intitolata “Grandezze del glorioso martire levita S. LORENZO Arcidiacono della Chiesa – protettore amorossissimo della città di AIDONE", fu il promotore e fondatore dell’ACCADEMIA S. LORENZO, nella quale si cimentarono gli illustri aidonesi con sonetti dedicati al Santo. Questi sonetti dovevano legarsi con l’ultimo verso per formare una specie di catena poetica per rievocare il martirio di quel giovane Santo che vinse la prova del fuoco. Si racconta anche di una straordinaria tela in cui era raffigurata la scena del martirio: chi la guardava con fede non soffriva il terribile caldo del giorno della festa del 10 agosto, preceduta da una fiera nella quale si vendevano le graticole. Dice un antico proverbio siciliano:

San Lorenzo gran calura! Sant’Agata gran freddura!
Ma non sempre questo brutto tempo dura!!!!!!

Per questo Santo Patrono diversi sonetti dell’Accademia furono trascritti da Gioacchino Mazzola nella sua opera e questo dotto storico che ricoprì la carica di Sindaco negli anni 1880-1882 voleva che l’ACCADEMIA di S. LORENZO diventasse la palestra culturale nella quale doveva nascere la nuova classe dirigente di AIDONE.
Il MAZZOLA scrisse che il più geniale concittadino, il Ministro Cav. Filippo CORDOVA (Aidone 1811–Firenze 1868), si cimentò all’età di 13 anni con un sonetto dedicato a S. LORENZO martire e venne giustamente lodato dal fondatore, il Sac. Lorenzo Maria SCOPAZZO.

LA STORIA DEL SANTO

Ben poco si ricava dalla storia per il diacono Lorenzo. Era nativo della Spagna. Papa Sisto II nel 258 d.C. gli affidò il delicato compito di provvedere alla distribuzione delle elemosine e soprattutto alla custodia dei beni della chiesa, durante la feroce persecuzione dei cristiani operata dall’Imperatore Valeriano. Lorenzo venne preso prigioniero e Valeriano gli intimò di consegnargli “il tesoro”, pena la morte; il giovane si presentò con i ciechi, gli storpi e i malati dimostrando una fede in GESU’ CRISTO e un forte coraggio. La terribile morte decretata consisteva di bruciarlo vivo sopra una graticola con dei carboni ardenti, per la sua irriverenza nei confronti dell’Imperatore; a questo punto s’innesca la leggenda (o verità) postuma della famosa frase "Da questa parte sono cotto, giratemi pure e poi mi potete mangiare!!!".
Poiché prima di morire Lorenzo da martire implorò pietà per la città di ROMA, i romani gli eressero una tomba sull’agro Verano (luogo del martirio) e poi Papa Damasco, ispirato dal suo coraggio, fece edificare un’altra Chiesa sulle rovine del Teatro di Pompeo.

I sonetti dedicati al Martire S. Lorenzo
Accademia di San Lorenzo

Rese al Sommo Fattor lo spirito degno
di quella incomprensibile mercede
che a confessori suoi grato concede
Araldi della fe’, saldo sostegno.
E Roma allor di suo tributo in segno
dieci templi gli eresse. Ah Santa fede!
Chi può dire il tuo fuoco a quanto eccede?
Fecero eco i nostri avi al gran disegno
con ugual brama e con ugual ardore
qui già un tempio costrussero al gran Santo
quindi tra Roma e Aidon pari è l’onore.
Roma nei templi suoi quel corpo infranto
del gran Levita adora con fervore;
un di lui braccio Aidon venera intanto.

Autore il dr. Vincenzo D’Arena – anno 1823

Un di lui braccio Aidon venera intanto
e il poter sovraumano ogn’or ne ammira
se con vera fiducia all’Ara accanto
presso al suo Protettor piange, e sospira.
Smorzansi al suo apparir con sacro incanto
fiamme voraci; e Aquilon, se spira,
tosto calma sue furie, ond’è ,che al pianto
lieta gioia succede in chi il rimira.
Quel Dio, che la virtude ed il merto onora
del fidi suoi, che l’hanno in terra amato
così illustri li rende al mondo ogn’ora.
Lodisi dunque il protettor Beato
che dai primi vagiti e in culla ancora
arse d’amor divino appena nato.

Autore il dr. Lorenzo Emmanuele Scovazzo - anno 1824

Tela di S. LORENZO (1790?) – Chiesa matrice



 
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