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Il CASTELLO GREST o PIETRATAGLIATA
di AIDONE

A cura del responsabile dell’Archivio storico comunale

Umberto DIGRAZIA – tel.0935-600532

(Rielaborazione elettronica a cura di Antonio Guerrera)

Sin dal tempo dei Sicani una diga naturale di uno dei bracci del Gornalunga era la principale risorsa della popolazione; successivamente i Morgeti, condotti dal mitico Re Morges, nella loro conquista s'insediarono nel vasto territorio ed il fiume Albos o Erikes (denominato in tal modo dai greci) divenne a loro sacro.
Molti storici pensano che presso il vallone Gresti c’era un Santuario dedicato alla divinità del fiume, per come era in uso per i calcidesi provenienti da Leontini e/o Katane.
La litra con la scritta ALBOS risale al periodo del condottiero Timoleonte quando lottò contro il tiranno Mamerco di Katane nel 340 a.C..

Secondo alcuni studiosi (G. BELLONE) una prima fortificazione risale all’anno 392 a.C., quando venne combattuta una grande battaglia fra Dionisio Il Grande, con il suo esercito di 20.000 uomini, contro l'esercito punico comandato dal generale MAGONE di ben 80.000 soldati.
Questo episodio è stato citato da DIODORO SICULO che descrive un campo militare vicino al fiume Krisas, nella stessa strada da Morgantina in direzione di Agyrion:

"MAGO ITAQUE, PER SICOLUS INTER FACIENS... AD CHRYSAM FLUMEN, IUXTA VIAM QUAE MORGANTINAM DUCIT, CASTRA POSUIT"(XIV-96)


Una prova documentale circa l'abitato sito nella vicina collina del Castello è una moneta greca ritrovata con la scritta "Mitrodoro di Menekleos da Patrae (Patrasso)", con l'effigie sul retro della dea Athena ed Ercole. (vds op. Giacomo MAGNO)
Ancora non si sono localizzate le città di Petra, Magella, Erike Kimissa, Ergezio etc., ma si può ipotizzare che la città di Ergezio doveva trovarsi in quella zona (Rossomanno).
In seguito parecchie monete romane ritrovate nella collina (tanto che venne chiamata la collina delle monete) fanno pensare che qualche edificio (tabernae) era sicuramente edificato intorno al Castrum.
Comunque lo storico Michele Amari ha rilevato che il Castello venne costruito dagli Arabi sistemando la Torre rettangolare con una scala esterna per evitare il facile accesso e poi con una scala interna a chiocciola che conduceva in cima della stessa.
Mentre lo studioso Carlo Alberto Garufi attraverso lo studio dei Diplomi arabi ha rilevato il toponimo arabo di Menselgresti, come pure il Collura che parla del Menzil Cresti; se si considera che gli Arabi attrezzavano i propri casali in prossimità di fiumi ed in posti sicuri, dobbiamo senz'altro affermare che prima il condottiero Abbas nell'anno 846 d.C. e successivamente il comandante Khafagia nel 863 d.C., utilizzarono il Castello per le loro conquiste prima di Leontini (846-47) e di Noto (863-64) e ciò lo sappiamo attraverso il documento storico noto come la Cronica di Cambridge.
Perfino uno storico arabo come Ibn–Al–Athir ci parla di una richiesta d'aiuto dei leontinesi al Patrizio di Henna e che con un agguato teso dall'abile Aglab Al Abbas si compì la strage proprio nel territorio Gresti.
Con la forte rocca di CastrJanni, popolata da Abbas, il Castello Gresti rimaneva il baluardo avanzato per condurre l'esercito verso Siracusa e da lì partivano le gualdane per le scorrerie nel contado.
Ibn-Al-Athir ci dice che il figlio di Khafagia, un certo Mahmud, diè il guasto ed arse parte del terreni coltivati a Siracusa, ma l'esercito cristiano uscì dalla città, lo sconfisse e quindi ritornò.
Poi ci parla della sottomissione di Ragusa e la presa della di Noto.
Le numerose monete arabe ritrovate sia nel Castello che sulla collina risalenti in quel periodo non fanno che avvalorare questa mia ipotesi.

Nel periodo normanno sappiamo che il Conte Ruggero I dopo avere conquistato Henna e Palermo si spingeva in direzione di Butera, il Castello dei Gresti veniva distrutto intorno all'anno 1072 d.C., per evitare che le truppe di Benavert, il Quaid della Sicilia orientale, potessero stabilirsi.
Successivamente, nell'anno 1083, quando i cavalieri lombardi aleramici al seguito della moglie del Conte, la Contessa ADELAIDE del Monferrato, s'attestarono sui monti Erei creando di fatto colonie lombarde (AIDONE, NICOSIA, PIAZZA, SPERLINGA, RANDAZZO), il Castello venne riedificato nell'attuale sistemazione che vediamo e gli diedero il toponimo di Pietratagliata con la delimitazione del feudo Fessima o Fessinia.
Dopodichè le vicende del Castello vengono legate alla cittadina di Aidone sino all'anno 1299, quando il capitano Giovenco degli Uberti aveva aperto le porte della città ed il suo forte Castello al principe Roberto d’Angiò.
In questa circostanza il Re Federico III di Aragona con il suo esercito si spostò da Enna a Pietratagliata con le sue macchine da guerra per riconquistare dopo una cruenta battaglia la roccaforte di Aidone.
Dopo questo episodio il Castello Gresti venne assegnato dal Re Federico III al capitano Prandino Capizzana di Piazza Armerina, ma pare che secondo Gioacchino Mazzola il feudo attorno al Castello, denominato S. Bartolomeo e composto dai terreni delle contrade Prato, Tuffo e Gresti, esteso 850 salme, siano stati assegnati a Pietro Fessinia, "Miles fidelis nostre majestatis", dallo stesso Re Federico III per averlo sostenuto nell’inverno del 1300 durante la conquista di Aidone.
Ma alcuni storici ritengono il Conte di Aidone Enrico II Rosso, figlio del valoroso Rubeo Rosso, sia stato il legittimo donatario.
In seguito sappiamo che nel 1373 il potente Conte di Aidone Enrico III Rosso venne dichiarato fellone dal Re Federico IV Il Semplice ed il Castello venne assegnato a Perrone Gioeni, Protonotaro del Regno, e di ciò abbiamo un privilegio del 17 marzo 1374 dal titolo “in terra Castri Ioannis”.
La vertenza tra Enrico IV Rosso Iunior e Bartolomeo II Gioieni per il possesso della terra di AYDUNI con il suo castello, il feudo Baccarato e Castello Pietratagliata, risoltasi con la transazione nell’anno 1407, fece sì che il maniero venisse riconfermato al Gioieni per come dal Diploma concesso dal Re Martino I e la Regina Maria il 16 luglio dell'anno 1392 d.C..
Infatti l’atto di donazione del feudo redatto dal notaio Guglielmo Cartella, del 1407, in occasione delle sue nozze, venne confermato dal Privilegio del Re Martino e dalla regina Bianca di Navarra il 12 luglio 1407 a Catania.
Per molti secoli il Castello rimase alla Casata dei Gioieni, signori di Aidone per come rilevato da Gianluca Barberi nei suoi Capibrevi del 1512.
Nel 1648 d.C. i Gioieni lo vendettero ai Graffeo, poi subentrò la famiglia Caprini nel 1664, per come evidenziato dalla seguente scritta.

Successivamente nel 1767 Filippo Antonio Amato, Principe di Galati, ne divenne il signore, poiché il castello faceva parte della Baronia di S. Bartolomeo di sua proprietà e lo lasciò in eredità al figlio Gioacchino Andrea Amato, che lo vendette a un certo Gioacchino Pomar.
Nel 1772 il Castello passò a nuove mani, quelle di Alessandro Mallia, che l'aveva avuto dal Gioacchino Pomar.
Ma nuovamente, dopo il possesso di Andrea Mallia marchese di Torreforte, si arriva nel 1810, quando ci fu l’ultima investitura come Baronia prima dell’abolizione dei titoli feudali.
Da notare che il Barone Caprini nell'architrave della finestra ogivale fece incidere, nell'anno 1668, una iscrizione latina in una tavola di marmo:

O DIO, Ottimo Massimo
O Giovinetto, al quale questo Castello appartiene, per diritto di discendenza
di GIACOMO CAPRINI, il quale ne è barone e qui risplende col suo antico stemma,
ti avanza, tu godrai non nell'orto delle esperidi, ma dei feudi, del pingue
armento di lui e del gregge pascolante, felice te, o te Giovinetto, che ti pasci
di aura celeste nella casa del grande eroe piena di abbondanza.

ANNO DEL SIGNORE 1668




Sembra in effetti che questa iscrizione abbia in un certo senso determinato il destino di questo Castello, con la sua particolare Torre piena; infatti nel 1900 divenne proprietà del Marchese Aldisio, per poi passare nelle mani del Barone Ignazio La Lumia di Licata (gli eredi sono gli attuali proprietari), purtroppo in uno stato di abbandono e con attorno alcuni greggi pascolanti di allevatori.

CASTELLO GREST o PIETRATAGLIATA



Torrente GREST, un affluente del fiume GORNALUNGA
(l’antico ALBOS o ERIKES di MORGANTINA)




 
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