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Visita la Fotogallery di Aidone A proposito dell’OLIO DELL’ANTICA POLIS di MORGANTINA Con la colonizzazione della Sicilia da parte dei Greci MORGANTINA ,da antica città sicula si trasforma in Polis ellenizzata-calcidese e l'olio prodotto con delle rudimentali macine in pietra bianca arenaria venne esportato nelle grandi Polis libere della GRECIA e nella città puniche dell’ Africa. I calcidesi di MORGANTINA nell'assimilare le divinità sicule pensarono che insieme alle Dee DEMETRA e la figlia PERSEFONE occorreva tributare gli onori e i sacrifici al Dio EILALINOS,(ndr. il Dios che dà l'olio). Per questa divinità il culto era associato alle offerte che si facevano in onore di DEMETRA nel periodo di ottobre-novembre. Non possiamo,non rilevare, che a MORGANTINA durante il periodo di assegnazione e quindi di sudditanza alla Polis di KAMARINA(424 – 413 a.c.) partivano tanti carri con molti pithoi di olio, che venivano caricati sulle navi in partenza per le Polis e le Isole della Grecia e anche per l’Egitto e l’Asia Minore. Ancora al tempo di RE GERONE II° (III sec.a.c.) molti fedeli provenienti dalle Polis libere della Sicilia (Tauromenio, Eloro, Akrai) ed anche nelle Polis conquistate dai Romani ( Henna- Agyrion- Kenturipae- Menanoin) si recavano al Santuario di DEMETRA e PERSEFONE per depositare le loro offerte consistenti in lucerne d’olio. E’ ormai notorio che questo saggio Monarca fece promulgare una Legge sull'agricoltura (LEX JERONICA) e quando fece realizzare dal geniale ARCHIMEDE i grandi granai di MORGANTINA; molto probabilmente il ricco olio murgentino faceva parte delle provviste per l'esercito romano impegnato nelle guerre puniche. Nel 211 a.c. quando MORGANTINA divenne preda per MOERICO e i suoi hispanici la produzione d'olio insieme al famoso "vino murgentino" venne finalizzata secondo le direttive di Marco Porcio CATONE a sostentamento delle fattorie romane ed il Santuario del Dio EILALINOS venne distrutto ,ma certamente gli antichi e secolari alberi d'ulivo rimasero in gran parte del territorio (KORA'). MORGANTINA, era pur sempre una città ricca di prodotti come grano,orzo,olio e vino, se è vero che SALVIO nella seconda guerra servile(105-101 a.c.) voleva conquistarla. Anche Marco .Tullio CICERONE nelle sue Verrine menziona la Polis di MORGANTINA , depredata del Pretore CAIO VERRE. Il truce destino consumato nel 36 a.c. con la sua totale distruzione su ordine di OTTAVIANO non impedì agli abitanti di continuare a raccogliere le olive per macinarle e ricavare quel solare olio che doveva ristorare l'uomo ed illuminarlo con le lucerne. La popolazione venne spostata nel territorio della STATIO CAPITONIANA e la gloriosa Polis di MORGANTINA venne completamente abbandonata.( Durante il periodo bizantino l'olio era sempre ricercato non solo come cibo ma per le Chiese per come è stato rilevato dalle numerose lucerne ritrovate nel territorio fra CALTAGIRONE -MINEO e AIDONE. Gli Arabi durante la loro conquista della Sicilia (827 d.c.) quando fondarono un piccolo villaggio sul vicino Monte (AYN - DUN) incrementarono molto la produzione d'olio di tutto il territorio della vecchia Korà di MORGANTINA. L'ulivo "simbolo di pace", per i nuovi conquistatori normanni che fortificarono il villaggio, facendo costruire un Castello sulla sommità del sito era da sempre lì dove l'avevano piantato e coltivato gli antichi siculi. Relazione storica a cura del Responsabile dell’Archivio storico comunale Umberto DIGRAZIA
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