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Pagina 6 di 30 FILIPPO CORDOVA (Aidone 1 maggio 1811-Firenze 16 sett.1868) L’illustre aidonese Ministro e Protagonista del Regno d’Italia Sin da giovane,da degno allievo dell’Abate Nicolò SCOVAZZO ,all’età di 13 anni compose un sonetto per S. LORENZO martire patrono di AIDONE e l’opera IFIGENIA in Tauride. Per cotanto estro giovanile destò la meraviglia di tutti i suoi parenti e amici ed all’età di 18 anni era in possesso di ben due lauree: la prima come avvocato e l’altra come geologo,allievo del Prof. MARAVIGNA di Catania. Guidato dallo zio-cugino il Comm. Gaetano SCOVAZZO ,per la sua geniale e poliedrica cultura partecipò al Congresso scientifico delle Nazioni europee nel 1838 a Clermont Ferrand in FRANCIA e fece la conoscenza con parecchi scienziati e studiosi. Nel 1845 partecipò al VII° Congresso scientifico di NAPOLI presentando Le tavole meteorologiche e lo studio “Sull’abolizione dei diritti feudali e la divisione dei demani in Sicilia” scontrandosi col Ministro borbonico SANTANGELO. In seguito nel 1848 quando scoppiò la rivolta in SICILIA contro il RE FERDINANDO II° di BORBONE venne eletto Segretario del Comitato di CALTANISSETTA(il Distretto provinciale al quale apparteneva AIDONE) e quale componente della Camera dei Deputati nel Parlamento Siciliano per la sua preparazione di storico e giurista si adoperò per la Dichiarazione di decadenza del BORBONE e per la stesura dello Statuto Siciliano. Quando Filippo CORDOVA parlava al Parlamento, tutti stavano con le orecchie tese perché nei suoi discorsi c’era la saggezza di un antico filosofo della Grecia. Per la sua capacità nel campo dell’economia Ruggero SETTIMO – Presidente del Parlamento siciliano lo volle nominare Ministro delle Finanze nel Governo presieduto dal Marchese di TORREARSA. Il popolo siciliano si fidava ciecamente di CORDOVA quale restauratore delle disastrate finanze ma l’ostilità di alcuni Pari ed il mancato appoggio delle potenze straniere(FRANCIA e INGHLITERRA) fece decadere il suo governo; nonostante ciò con il giornale LA LUCE fù in grado di fare una profonda autocritica positiva per il futuro politico della SICILIA. Quando l’Isola venne rioccupata dall’esercito borbonico Filippo CORDOVA fra i 43 proscritti prese la via dell’esilio prima a MARSIGLIA e poi a TORINO dove venne apprezzato da Massimo D’AZEGLIO e soprattutto dal Conte Camillo BENSO di CAVOUR che lo volle introdurre nella Corte sabauda e diventò uno dei consiglieri del RE VITTORIO EMANUELE II°. Nel 1851 con la stima di Antonio ROSMINI fece parte dell’Accademia di Filosofia Italiana e nel 1857 dopo aver dato prova del suo ingegno come giornalista e Direttore nel giornale IL RISORGIMENTO ,il Conte di CAVOUR Primo Ministro lo chiamò a dirigere l’Ufficio di Statistica degli Stati sardi (PIEMONTE e SARDEGNA). Con la liberazione della SICILIA ad opera di Giuseppe GARIBALDI, al quale fornì segretamente una mappa, Filippo CORDOVA rientrò nell’Isola ,acclamato non solo dal Consiglio Comunale di AIDONE ma anche dagli altri patrioti siciliani. A PALERMO venne contattato dai moderati liberali per preparare l’annessione al PIEMONTE e fece parte del Governo di luogotenenza del RE VITTORIO EMANULE II°. Per il contrasto politico con Francesco CRISPI (radicale e consigliere di Giuseppe GARIBALDI ), Filippo CORDOVA venne definito “uomo di CAVOUR” , ma quando ci furono le elezioni politiche per il nuovo Parlamento Italiano si prese una rivincita perché venne eletto Deputato nazionale in ben tre collegi : CALTAGIRONE – CALTANISSETTA e NOTO. Dopo la morte dell’amico intimo il Conte di CAVOUR (che gli lasciò la sua divisa come testimonianza non solo dell’affetto ma anche di stima politica nei suoi confronti ) venne nominato dal RE Ministro dell’Agricoltura e del Commercio nel Governo presieduto del Barone Bettino RICASOLI. CORDOVA doveva portare avanti il programma politico del CAVOUR : “unire per fondere e fondere per unire” il Nord composto dal PIEMONTE, dal LOMBARDO-VENETO , la TOSCANA e PARMA con il Sud dell’ex-regno borbonico delle DUE SICILIE ( ROMA ancora era sotto la guida del PAPA-RE PIO IX° con la protezione della Francia e VENEZIA in mano all’AUSTRIA ). Ma le difficoltà di CORDOVA furono all’interno della sua parte politica la destra liberale formata in gran parte da persone ostili e diffidenti per una politica in favore del SUD. Con il Barone Bettino RICASOLI nel 2° governo (1866-1867) ci fù l’increscioso incidente del ferimento di GARIBALDI sull’Aspromonte e CORDOVA dimissionario venne chiamato dal Parlamento Italiano a presiede la Commissione parlamentare per il corso forzoso della LIRA italiana ( ndr. la nuova moneta unitaria che aveva sostituito le vecchie monete degli ex- Regni preunitari era stata emessa in forma cartacea a dismisura senza il bilanciamento del deposito aureo). Filippo CORDOVA morì improvvisamente,colpito da una sincope cardiaca, a FIRENZE (nuova capitale d’ITALIA) nel Palazzo Vecchio il 16 settembre 1868 lasciando un profondo dolore non solo ai suoi amici e famigliari ma al Parlamento Italiano che aveva perso il suo DEMOSTENE e l’uomo politico più fattivo per le sue innumerevoli Leggi che contribuirono alla formazione dello STATO ITALIANO. Aidone 15 Marzo 2006 Il Responsabile dell’Archivio storico comunale geom. Umberto DIGRAZIA
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