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Aidone
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LA STORIA DEL SANTO

Ben poco si ricava dalla storia per il diacono Lorenzo; era nativo dalla Spagna.
Papa Sisto II nel 258 d.c. gli affido’ il delicato compito di provvedere alla distribuzione delle elemosine e,soprattutto, alla custodia dei beni della chiesa, durante la feroce persecuzione dei cristiani operata dall’Imperatore Valeriano. Lorenzo venne preso prigioniero e Valeriano gli intimo’ di consegnargli “ il tesoro” pena la morte, il giovane si presento’ con i ciechi gli storpi e i malati dimostrando una fede in GESU’’ CRISTO e  un forte coraggio.
La terribile morte decretata consisteva di bruciarlo vivo sopra una graticola  con dei carboni ardenti,  per la sua irriverenza nei confronti dell’Imperatore; a questo punto s’innesca la leggenda  ( o verita’) postuma della famosa frase:

Da questa parte sono cotto,  giratemi  pure e poi mi potete mangiare !!!.

Poiche’ prima di morire Lorenzo da martire imploro’ pieta’ per la citta’ di ROMA,
 i romani gli eressero una tomba sull’agro Verano ( luogo del martirio )e  poi
Papa Damasco, ispirato dal suo coraggio, fece edificare un’altra Chiesa sulle rovine del  Teatro di Pompeo.

I sonetti dedicati al Martire S. Lorenzo
Accademia di San Lorenzo


Rese al Sommo Fattor lo spirito degno
di quella incomprensibile mercede
Che a confessori suoi grato concede
Araldi della fe’, saldo sostegno.
E Roma allor di suo tributo in segno
dieci templi gli eresse.  Ah Santa fede!
Chi puo’ dire il tuo fuoco a quanto eccede?
Fecero eco i nostri avi al gran disegno
con ugual brama e con ugual ardore
Qui  gia’ un tempio costrussero al gran Santo
Quindi tra Roma e Aidon pari è l’onore.
Roma nei templi suoi quel corpo infranto
del gran Levita adora con fervore;
Un di lui braccio Aidon venera intanto.
          
 Autore il dr. Vincenzo D’Arena – anno 1823 –

Un di lui braccio Aidon venera intanto
E il poter sovraumano ogn’or ne ammira
Se con vera fiducia all’Ara  accanto
presso al suo Protettor piange, e sospira.
Smorzansi al suo apparir con sacro incanto
fiamme voraci; e Aquilon, se spira,
tosto calma sue furie, ond’è ,che al pianto
Lieta gioia succede in chi  il rimira.
Quel Dio, che la virtude e dil merto onora
Del fidi suoi,che l’hanno in terra amato
Così illustri li rende al mondo ogn’ora.
Lodisi dunque il protettor Beato
che dai primi vagiti e in culla ancora
Arse d’amor divino appena nato.
    
  Autore il  dr. Lorenzo Emmanuele Scovazzo  - anno 1824 -

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