Home arrow Aidone

SI E' SVOLTA IL 10 AGOSTO LA SELEZIONE DI MISS ITALIA, CLICCA NEL MENU su MISS ITALIA 2008

Aidone
Indice articolo
Aidone
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
Pagina 6
Pagina 7
Pagina 8
Pagina 9
Pagina 10
Pagina 11
Pagina 12
Pagina 13
Pagina 14
Pagina 15
Pagina 16
Pagina 17
Pagina 18
Pagina 19
Pagina 20
Pagina 21
Pagina 22
Pagina 23
Pagina 24
Pagina 25
Pagina 26
Pagina 27
Pagina 28
Pagina 29
Pagina 30
 

 LA CHIESA DI S.MARIA LO PLANO(LA CAVA) di AIDONE
Sede del Santuario dedicato a S.FILIPPO APOSTOLO

a cura di Umberto DIGRAZIA - Via Joseph Caltagirone 2 - 94010 AIDONE (EN)
TEL. 0935-87654

La storia di questa Chiesa è legata alla stessa storia della Sicilia, in quanto la sua fondazione nell'anno 1134 d.c. da parte della Principessa ADELASIA nipote del Gran Conte RUGGERO I
Questa ADELASIA era figlia di EMMA, sposata con il Conte di MONTESCAGLIOSO un certo RADULFO MACCABEO, rimasta orfana di padre nel 1099,seguì il fratello RUGGERO impegnato con  l'armata del RE RUGGERO II che impiegò nella sua espansione del regno di Sicilia
(1) - Il suo ammiraglio Giorgio d'Antiochia aveva occupato l'Isola di GERBE nella vicina Tunisia araba);
Sappiamo che il RE RUGGERO II seguì la politica tracciata dal padre ed assegnò le terre o meglio i territori conquistati della città di ADRANO,COLLESANO,CALTANISSETTA all'erede di RADULFO il Conte RUGGERO MACHABEO
(2)questo toponimo potrebbe avvalorare l'ipotesi che la sua origine era ebraica dalla famiglia dei Maccabei)
per cui il vasto contado di AIDONE faceva parte dei suoi possedimenti;
orbene è verosimile che in AIDONE gli arabi avevano edificato un fortilizio, data l'origine del toponimo AYN-DUN che significa in arabo Fonte d'acqua e in base anche al vicino casale BACCARATO dove sono stati ritrovati reperti archeologici dal IV sec. al IX sec.d.c.,oltre la strada di collegamento con la principale del cosidetto ITIRENARIO ANTONINO che da KATANE arrivava alla 1^ STATIO CAPITONIANA -2^ PHILOSOFIANA - 3^ CALLONIANA- 4 ^ CORCONIANA -AGRIGENTUM 
(3)L'ipotesi di un Monastero benedettino in cui si formò il Papa LEONE II è suffragata dal toponimo del Cozzo
SALIONI in contrada BACCARATO che deriva dal toponimo RAHAL MAGARAH rilevato da Michele AMARI nella Biblioteca arabo-sicula - Vincenzo CORDOVA ci descrive la Via Antonina rilevandola da documenti del 1307.
ADELASIA con la morte del fratello RUGGERO rimase la ricca erede di quei vasti possedimenti poi nel 1119 si sposò con il nobile normanno RINALDO AVENEL
(4)vds.Ugo Falcando da Filoteo degli Omodei storico castigliano che visitò AIDONE e ch'era al servizio del Conte GianTommaso GIOENI -Tommaso Fazello op.cit. De rebus Siculis
 ma in quel periodo anche se nella nostra Sicilia il RE RUGGERO II aveva consolidato il suo potere, qualche guerra con i conti ribelli della Calabria e dell'Apulia veniva di tanto in tanto combattuta, quindi in tal modo si può spiegare l'improvvisa morte del predetto RINALDO nel 1132.
Rimasta vedova ADELASIA con il figlio ADAM pensò di fare costruire nell'area fuori dal castello di AYN-DUN
(5) molto probabilmente nel vecchio cimitero arabo, secondo lo storico aidonese Gioacchino MAZZOLA autore della Storia di Aidone,pubblicata postuma nel 1911)
una Chiesa vicina alla TORRE od insieme com'era d'uso in quell'epoca.
Ecco dunque nel 1134 la nostra Chiesa dedicata a S.MARIA,alla quale i Normanni facevano sempre riferimento per le proprie vittorie e che celebravano la festa nel mese di Agosto, durante le pause delle guerre,venne edificata con un annesso Priorato, dotato di quattro vaste tenute nelle contrade GINESTRELLA,COMMENDA,PRANIETTO e PORTELLA, dalla principessa ADELASIA  molto religiosa e devota alla Chiesa latina,infatti fondò pure la Chiesa dedicata a S.ANDREA nella vicina PIAZZA ARMERINA, poi si ritirò nel suo Castello di PIETRAROSSA a CALTANISSETTA
(6) Storia della Sicilia - autori vari - Sicilia Sacra di Rocco PIRRI - documenti latini di Salvatore CUSA-
 Storia di Piazza Armerina di Litterio VILLARI.
Pertanto la costruzione sia della TORRE che della Chiesa è opera di monaci cluniacensi col il loro tipico stile della Borgogna;costoro al seguito dei cavalieri Normanni venivano utilizzati per costruire le Chiese e le torri, anche se c'è da dire che nei lavori di intaglio delle pietre venivano utilizzati operai arabi e per gli stucchi maestri bizantini
(7)gli esempi di S.GIOVANNI degli EREMITI a PALERMO(1132 d.c.)la Chiesa di S.MARIA dell'Ammiraglio Giorgio d'Antiochia chimata della MARTONA (1143 d.c.) o la Chiesa dei SS.PIETRO e PAOLO a FORZA d'AGRO'(1151 d.c.) ,opera quest'ultima firmata da Mastro GHERARDO il franco,per come ho rilevato dalla scritta nella chiave della porta);
l'attuale Abside della nostra Chiesa con parte della base della torre con volta a crociera in stile arabo-normanno, riprende il motivo dell'arte romanica.
Anche la bellissima porta d'ingresso orientata a mezzogiorno con il suo arco a sesto acuto
si presta alla sua funzione di Chiesa per i pellegrinaggi ed è in tal modo che sicuramente l'ha voluta la Principessa ADELASIA, anche perchè la coeva S.ANDREA di PIAZZA ARMERINA è progettata allo stesso modo come pure la vecchia Chiesa di S.GIORGIO a RAGUSA IBLA ect., insomma la Chiesa di S.MARIA LO PLANO o LA CAVA venne assegnata alla Chiesa di CATANIA(Duomo di S.AGATA) con la clausola che i Cappellani del RE avessero le terza parte delle Decime riscosse, mentre le rimanenti due parti dovevano erogarsi alla Chiesa.
(8)queste notizie si rilevano da Rocco PIRRI nella sua opera SICILIA SACRA ed il Parroco Giovanni di PROSSIMO nel suo manoscritto del 1879 li ha tascritti dall'originale della nostra Biblioteca Comunale di Aidone).
Ancora attraverso la pergamena datata 1145 d.c. che si trova nella CAPPELLA PALATINA a PALERMO,quest'ultima fondata dal Re RUGGERO II nel 1132 d.c.
(9)Il tabulario e le pergamene della Cappella Palatina - Biblioteca sicula di Gioacchino di Marzo
è possibile rilevare questa donazione effettuata dalla Principessa ADELASIA e la  sua importanza nel corso dei secoli successivi diventò notevole, se nel 1579 con Decreto Mons. CUTELLI Vescovo di CATANIA la dichiarò coadiutrice della Chiesa madre S.LORENZO della nostra città.
Nel 1633 c'è la visita del Vicario vescovile di CATANIA Don Francesco D'AMICO il 4 Dicembre visitò le statue di S.FILIPPO e S.GIACOMO con il loro prezioso Reliquiario in argento
(10)ch'era stato benedetto il 10 maggio 1631 a REGALBUTO-vds.manoscritto del Parrocco Di Prossimo),
questa Chiesa diventò dunque il santuario per questi due apostoli fratelli particolarmente venerati in SPAGNA ed in Oriente.
ndr.Giacomo minore "il giusto" e Filippo erano figli di Alfeo e Maria,seconda figlia di S.Anna - lo storico Eusebio ce ne parla come cugini di GESU' CRISTO,adirittura Giacomo divenne Capo della Chiesa di GERUSALEMME  e venne fatto uccidere dal Sacerdote HANNAH.
nella nostra cittadina il vecchio quartiere venne dedicato a S.Giacomo ma il semplice Filippo è quello che ha compiuto i miracoli,per cui la Chiesa di S.MARIA è stata la sua sede perpetua.
Nel 1646 il 7 Novembre,secondo quanto ci ha lasciato scritto il Sac. DI PROSSIMO il Vicario generale Don Pietro VENTIMIGLIA durante la sua visita rilevò che nella aggregata Chiesa di S.MARIA LO PLANO con Priorato unito al capitolo della cattedrale di CATANIA, vi erano gli altari dedicati a S.VITO,S.FRANCESCO,S.MARIA D'ITRIA,S.MARIA DELLE GRAZIE oltre naturalmente S.MARIA LO PLANO ed un altare sotto il titolo dell'ASSUNZIONE con una Congregazione
(11)La Confraternita dei BIANCHI venne fondata nel 1600 dal Conte di AIDONE Don Lorenzo GIOENI membro del Real Parlamento siciliano)
con il loro Oratorio.
Dobbiamo quindi desumere che la Chiesa subì quelle modifiche strutturali per far posto alle diverse cappelle dedicate ai santi.
C'è da dire che il culto in onore di S.FILIPPO APOSTOLO nel 1777,il Sacerdote preposto  aveva raccolto la ragguardevole cifra di ONZE 29 e TARI' 12.
Tralasciando tutte le notizie storiche che il Parroco DI PROSSIMO ci ha lasciato nel suo manoscritto, un'attenta analisi sullo stile architettonico del prospetto principale del Corso Cavour è la chiave di lettura per comprendere quali motivi artistici possiamo rilevare di questo stile "classico-eclettico" dell'autore Filippo DELL'OSPEDALIS che operò nel 1882,per come si evince dalla data posta nella chiave dell'arco della falsa porta a sinistra.
Innanzi tutto occorre precisare che tutta quanta la parte inferiore del prospetto è stata inquadrata secondo il tema classico per eccellenza "IL TEMPIO GRECO" poiché i sei falsi pilastri suddivisi in quattro centrali e due laterali, tutti realizzati in pietra arenaria locale sono sormontati da una architrave a due fasce, con l'innesto sull'echino degli stessi.
Certamente l'echino di ognuno dei 6 pilastri, è stato addolcito poggiandolo sulla sommo scapo con l'anulo superiore e l’intaglio inferiore secondo lo "stile dorico" delle colonne; alla base di questi falsi-pilastri notiamo invece il tema dello stile Jonico con una pietra lavorata come il "toro" poggiante sul plinto.
Sulla parte superiore sono stati evidenziati i TRIGLIFI in pietra con lo spazio riservato alle METOPE riempito con mattoni; sotto i predetti triglifi vi sono le GOCCE e tutto ciò per riproporre un tempio che affonda le sue radici nella vicina città siculo- ellenizzata di MORGANTINA.
La parte superiore del secondo piano è stata elegantemente staccata con delle cornici a diversi livelli con dei gocciolatoi tutti in pietra arenaria; ma mentre i quattro falsi-pilastri vanno in alto per fermarsi a metà, a sinistra viene posto solamente un plinto mentre a destra è stato lasciato vuoto senza triglifi ect. per ragioni di esposizione solare ed illuminazione della Chiesa.
Lasciato il mondo classico il nostro artista si è posto il tema della raffigurazione cristiana e lo ha risolto adottando tre porte ad archi, similmente all'ARCO di COSTANTINO di ROMA
(12) questo Arco venne fatto costruire dall'Imperatore,su progetto dell'architetto FILOCRATE
 per sottolineare la religione cristiana; dal modo in cui sono state collocate le finestre sopra le due false porte sicuramente l'unico edificio identico alla facciata della nostra Chiesa è la PORTA ad arco trionfale della città di  PALMIRA(SIRIA)un tema architettonico che venne ripreso dal grande LEON BATTISTA ALBERTI(1404-1472) per il suo TEMPIO MALATESTIANO a RIMINI
(13)Nel 1450 su incarico di Sigismondo MALATESTA operò il recupero della vecchia Chiesa gotica di S:Francesco con il motivo dell'arco trionfale romano a tre fornici
In pratica  l'ordine dell'arco trionfale romano venne ornato dallo stile classico composito con delle bellissime colonne nella porta principale e delle lesene nelle due false porte.
(14)perfino l'allievo dell'ALBERTI un certo AGOSTINO di DUCCIO riprese il tema dei tre archi nella porta di S.PIETRO a PERUGIA
C'è da rilevare che  nella nostra Chiesa di S.MARIA, mentre la scala d'accesso eleva il portone principale, le due false porte ad arco vengono splendidamente riempite e le LESENE costituite da una corta colonna e da un pilastro lungo quasi per equilibrare le altezze.
La colonna è un piccolo capolavoro in quanto realizzata in stile corinzio con dei capitelli compositi con sopra l'architrave ben proporzionata con dei gocciolatoi in corrispondenza dei collarini; gli archi a tutto sesto con una bella chiave in pietra finemente lavorata poggiano su due piccole reni poiché in effetti la parete piena evita lo sforzo di scarico; queste le due false porte mentre sul portone principale il grande arco è arricchito da una chiave in pietra lavorata che raffigura il Principe degli Apostoli S.PIETRO
e vi sono due pilastri in cui viene scaricato il peso superiore.
Le colonne sono tutte intere e rispecchiano le proporzioni classiche, esse poggiano su due plinti allungati entrambi finemente lavorati con due vasi infiorati, segni dell'offertorio ecclesiale; sopra i due capitelli compositi vi sono false colonne-plinti con le palle in pietra,che ripropongono ancora la sovrapposizione degli ordini, un tema questo del RINASCIMENTO).
Le due finestre sono smorzate agli angoli per renderle esteticamente affini allo stile barocco siciliano affermatosi con la ricostruzione di alcune città come NOTO,SCICLI,RAGUSA, AVOLA ect, dopo il terribile terremoto del 1693.
Nella finestra grande del secondo livello le colonne sono realizzate il stile jonico per la visione estetica totale mentre l'arco a tutto sesto serve da cornice alla croce latina dell'apertura.
Da notare che sulla parte superiore delle finestre del primo livello la scritta nell'ovale "IHS" con la corona è quasi la firma dell'autore di questo prospetto principale, poiché sulla sommità della TORRE ADELASIA ha preferito gli archi semplici per consolidare tutta quanta la struttura e far posto all'orologio circolare, che venne collocato nel 1880 dalla Ditta MAZZUFFERI Aurelio per come si rileva da una deliberazione del Consiglio comunale del 1880 Sindaco dr.Gioacchino MAZZOLA(lo storico primo cittadino nel 1880-82 ed in seguito Assessore ai LL.PP. sino al 1889 fece realizzare anche il monumentale Cimitero comunale e la splendida cappella cimiteriale ottagonale, tema architettonico simile alla Sacrestia ottagona di S.SPIRITO a FIRENZE ,opera di GIULIANO da SANGALLO il giovane( 1443-1516 d.c.)
(15) I suoi disegni e progetti conservati nei TACCUINI nella Biblioteca comunale di Siena furono
oggetto di studio da parte del MAZZOLA,discendente da una famiglia fiorentina.
Per concludere,siccome c'è un disegno divino nascosto nelle opere che l'uomo di fede edifica, la facciata della nostra Chiesa di S.MARIA LO PLANO con il Santuario dell'apostolo FILIPPO di BETSAIDA ripropone la SINAGOGA di DURA EUROPOS (244-245 d.c.) in cui sono state raffigurate tre Porte monumentali con dietro un Tempio a peristilio con un menorà d'oro,
ovvero il distrutto Tempio di GERUSALEMME rivive simbolicamente attraverso le tre porte e la statua d'ebano dipinta ad oro di S.FILIPPO,mèta di tanti viaggi da ogni parte della Sicilia.
(16) il Tempio di GERUSALEMME dell'epoca di ADRIANO della famosa AELIA CAPITOLINA 132-135 d.c.e della insurrezione di GIUDA BAR KOKHBA  - vds.pitture della Sinagoga nel Museo della Diaspora a TEL AVIV  Tetradracma d'argento di GERUSALEMME(130-135 d.c.) - fondo di vetro del III sec.d.c. nel Museo della Biblioteca Vaticana ).
 

AIDONE lì  7 febbraio 2000

Umberto DIGRAZIA



 
Testata Giornalistica registrazione periodici Tribunale di Enna n. 61 del 02.02.1988
Direttore: dott. Maurizio Prestifilippo - Condirettore: prof. Pietro Cancarè
Utenti: 9 Notizie: 1500 Collegamenti web: 34 Visitatori: 169304